La Bibbia attribuisce i libri di Proverbi ed Ecclesiaste al Re Salomone, figlio del Re Davide. La corte di Salomone era rinomata per il suo sfarzo, ed egli prese in moglie molte donne provenienti da regni diversi per stringere alleanze politiche.

Parole di saggezza di re Salomone nei libri di Proverbi ed Ecclesiaste

Fu proprio questo, alla fine, a provocarne la caduta: dapprima tollerò il loro culto idolatrico, per poi finire per praticarlo egli stesso.

Tuttavia, quando salì al trono, Salomone si concentrò sul governare con giustizia e nell’ottenere la saggezza direttamente da Dio.

Il Signore lo benedisse abbondantemente, e le straordinarie doti di giudizio di Salomone divennero famose in tutti i regni vicini. Sovrani stranieri, studiosi e persino i sudditi più umili cercavano continuamente i suoi consigli e la sua guida.

Sia nei Proverbi che nell’Ecclesiaste, Salomone riflette sul dono della saggezza e sul suo inestimabile valore. Mette a confronto la conoscenza e la sapienza che provengono direttamente da Dio con le idee passeggere, i piaceri materiali e le cose terrene legate alla mortalità.

Quando concentriamo la nostra attenzione sull’apprendimento che ha un valore eterno, raggiungiamo una felicità profonda: una felicità capace di farci da àncora in questa vita e di accompagnarci nell’eternità.

I Proverbi e il valore della saggezza divina

Nel primo capitolo dei Proverbi, Salomone esamina le diverse sfaccettature della vera conoscenza: la saggezza, la giustizia e l’equità (v. 3). Questo discernimento dona «astuzia ai semplici, e al giovane conoscenza e riflessione» (v. 4).

Uno sguardo al nuovo centro visitatori

Quanti giovani conoscete oggi che mostrano una vera capacità di giudizio e prudenza? È diventata un’arte quasi del tutto perduta.

Possiamo definire il discernimento (o prudenza) in questo modo: la capacità di gestire i propri affari personali con equità e buon senso anche in situazioni inconsuete, sapendo quando è il momento di parlare, cosa condividere e come agire in sicurezza.

Questo argomento potrebbe offrire lo spunto per una splendida conversazione in famiglia, considerato che tali facoltà sembrano scomparire al giorno d’oggi. Quali esempi potresti proporre per illustrare il concetto di discernimento?

Salomone parla della discrezione nel modo di esprimersi in Proverbi 15:1-2:

La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira.
La lingua dei saggi è ricca di conoscenza, ma la bocca degli stolti sgorga follia.

Al verso 7 di Proverbi 1, Salomone afferma che gli stolti disprezzano la sapienza e l’insegnamento. Riesci a individuare degli esempi basati sulla tua esperienza di vita? Per quale motivo accade questo e quali sono le conseguenze?

Nel verso 19, Salomone ci ammonisce a ignorare chi ci tenta a compiere il male. Alcune di queste persone cercano di indurci ad agire con inganno per ottenere un guadagno personale; individui avidi che finiscono per rovinare la vita di coloro che derubano.

Oggi assistiamo a questo fenomeno persino da parte di aziende e istituzioni considerate rispettabili: un altro eccellente spunto di riflessione.

I versi 29–31 presentano una situazione estremamente seria, richiamata anche in altri passi della Bibbia:

Poiché hanno odiato la conoscenza e non hanno scelto il timore dell’Eterno
e non hanno voluto saperne dei miei consigli e hanno disdegnato ogni mio rimprovero,
mangeranno il frutto della loro condotta, e saranno saziati dei loro propri consigli.

Prima che Dio permettesse all’Assiria di devastare Israele e a Babilonia di radere al suolo Gerusalemme e la Giudea, Egli elencò espressamente i peccati commessi dal popolo. Dicono le Scritture:

Perciò il mio popolo viene deportato per mancanza di conoscenza, la sua nobiltà muore di fame, e le sue folle sono inaridite dalla sete (Isaia 5:13).

La conoscenza a cui si fa riferimento in questo contesto è la conoscenza di Dio. Avendo trascurato le verità eterne, il popolo finì per dimenticare la legge, i comandamenti e la via della rettitudine.

Conoscenza contro malvagità

Ricordate nel Libro di Mormon quando Laman e Lemuele protestavano sostenendo che i Giudei a Gerusalemme fossero un popolo giusto?

«E sappiamo che il popolo che era nella terra di Gerusalemme era un popolo giusto poiché obbediva agli statuti e ai giudizi del Signore e a tutti i suoi comandamenti, secondo la legge di Mosè; pertanto sappiamo che è un popolo giusto, e nostro padre lo ha giudicato e ci ha condotti via perché abbiamo voluto dare ascolto alle sue parole; sì, e nostro fratello è come lui. E con espressioni di questo tipo i miei fratelli mormoravano, e mormoravano contro di noi» (1 Nefi 17:22).

Come potevano Laman e Lemuel pensarla in questo modo, quando la gente era così malvagia da essere sull’orlo della deportazione o della morte?

Assistiamo alla medesima dinamica a Sodoma, quando Lot tentò di convincere i suoi figli sposati ad abbandonare la città: essi erano convinti che tutto andasse a meraviglia e che le cose sarebbero proseguite sempre allo stesso modo, finendo per deriderlo e ignorarlo.

Quando le persone diventano cieche di fronte alla conoscenza che Dio desidera condividere, perdono tutti quei segnali capaci di illuminarle e persino di salvarle.

Considerate questi versi presi insieme:

Egli tiene in serbo per gli uomini retti un aiuto potente, uno scudo per quelli che camminano con integrità, al fine di proteggere i sentieri della giustizia e di custodire la via dei suoi fedeli.
Allora comprenderai la rettitudine, la giustizia, l’equità, tutte le vie del bene.
Ma gli empi saranno sterminati dalla terra e gli sleali ne saranno divelti (Proverbi 2:7–9, 22).

Proverbi 3 ci rivolge un accorato appello: «Confida nell’Eterno con tutto il cuore, e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli appianerà i tuoi sentieri.»

Vediamo molti Santi degli Ultimi Giorni smarrirsi e persino unirsi ai derisori presenti nell’edificio grande e spazioso, poiché fraintendono alcuni concetti fondamentali:

  • La vera dottrina
  • Il modo in cui Dio opera concretamente nella nostra vita
  • Il modo in cui le direttive e le politiche organizzative cambiano
  • Il rapporto tra le nostre scelte personali di vita e il piano eterno di Dio
  • La differenza tra il nostro valore e la nostra dignità agli occhi di Dio
  • La differenza tra la cultura umana e il regno di Dio

La conoscenza di Dio, trasmessaci per mezzo dello Spirito Santo, ci mantiene saldi lungo il sentiero di giustizia che ci conduce alla Sua presenza. Senza di essa, finiamo per vagare su sentieri che conducono inevitabilmente alla distruzione.

Massime e insegnamenti che sentiamo continuamente!

In Proverbi 16:18 troviamo un celebre insegnamento: «L’orgoglio precede la rovina.» La nostra superbia ci spinge a venerare le opere delle nostre stesse mani, a scegliere la nostra strada personale e a scolpirci un dio su misura.

Finiamo per ridefinire Dio e poi per allontanarcene, poiché la divinità comoda e tollerante che abbiamo creato ci sembra superiore al Dio reale che ha creato l’universo. Proverbi 22:6 è un passo citato o richiamato molto spesso dai nostri dirigenti:

«Istruisci il fanciullo nella condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà.»

In taluni casi può accadere che i figli crescendo rifiutino del tutto l’educazione ricevuta, rovinandosi la vita con una condotta sregolata. Tuttavia, molto più di frequente, anche se perdono momentaneamente la fede, mantengono i valori e lo stile di vita con cui sono stati cresciuti.

Molto spesso finiscono per rievocare il conforto spirituale della casa paterna e ritornano a credere.

Salomone ci esorta a dimostrare concretamente le nostre intenzioni, mostrando al Signore quanto apprezziamo il Suo regno (Proverbi 3):

«Onora l’Eterno con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita;

i tuoi granai saranno ripieni di abbondanza e i tuoi tini traboccheranno di mosto.»

Proverbi 31:10–31 tesse le lodi della donna virtuosa. Niente a che vedere con il modello stereotipato della casalinga tradizionale (“trad wife”)!

Questo elenco articolato va letto ricordando che la vita si compone di diverse stagioni: nessuna donna è tenuta a fare tutte queste cose contemporaneamente.

E infatti, passando a Ecclesiaste 3, ci viene ricordato che per ogni cosa c’è il suo momento!

Ecclesiaste e le stagioni della vita

Abbiamo compreso a fondo il significato di «un tempo per gettare via pietre e un tempo per raccoglierle» quando abbiamo vissuto a Gerusalemme, una terra caratterizzata da un’incredibile abbondanza di pietre!

Abbiamo faticato moltissimo per rimuovere i sassi dal nostro terreno prima di poter piantare un prato rigoglioso, e abbiamo visto i contadini locali fare la stessa cosa per poi raccogliere quelle stesse pietre e costruire case, muri di cinta e terrazzamenti per le coltivazioni.

Chiunque abbia vissuto a Gerusalemme nel corso dei secoli si è trovato ad affrontare questo compito in una qualche fase della propria vita.

Nell’Ecclesiaste, Salomone esprime il celebre lamento secondo cui «Tutto è vanità!». Nei capitoli 2:11, 12 afferma:

«Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatto, e la fatica che avevo sopportato per compierle, ed ecco che tutto era vanità e un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole. Allora mi misi ad esaminare la saggezza, la follia e la stoltezza: “Che farà l’uomo che succederà al re? Quello che è già stato fatto”.»

E questa è la sintesi complessiva delle nostre aspirazioni terrene. Persino il regno di Salomone era destinato a finire. Dio ci invita invece ad accumulare tesori nel cielo, gli unici capaci di durare per l’eternità.

E tu quali insegnamenti trai dalla saggezza di Proverbi ed Ecclesiaste per affrontare le sfide di oggi? Raccontaci la tua esperienza o condividi le tue riflessioni nei commenti qui sotto! 

© 2026 Tutti i diritti riservati. Proverbi ed Ecclesiaste: Consigli di Saggezza Senza Tempo è stato scritto da Gale Boyd, originalmente pubblicato su AddFaith.org con il titolo “Proverbs and Ecclesiastes: Good Advice that Lasts for Ages”. Questo articolo è stato tradotto e adattato in lingua italiana da Ginevra Palumbo.