Lasciare la propria casa, i propri affetti e le certezze di sempre per dedicarsi interamente al prossimo e alla fede è una scelta che cambia radicalmente la vita. Oggi vorrei raccontarvi l’esperienza profonda che ho vissuto in prima persona mentre prendevo il sacramento in Argentina.
Ne La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, i giovani di età compresa tra i 18 e i 26 anni hanno l’opportunità — e lo straordinario privilegio — di dedicare un periodo della propria giovinezza a una missione di proselitismo o di servizio. L’obiettivo fondamentale è aiutare le persone in tutto il mondo ad avvicinarsi a Cristo. Per quanto mi riguarda, questa chiamata mi ha portato molto lontano: ho servito a Córdoba, in Argentina.
I primi passi nella missione in Argentina: l’impatto con una nuova realtà
Ecco cosa è successo durante la mia prima settimana sul campo. Dopo aver trascorso sei settimane intense al Centro di Addestramento per i Missionari (MTC) — dove ho potuto perfezionare lo spagnolo e migliorare il mio modo di insegnare il Vangelo — sono finalmente arrivato in quella che sarebbe stata la mia area di servizio per ben due anni.
Devo ammettere che l’impatto iniziale è stato fortissimo. Le differenze tra gli Stati Uniti e l’Argentina, e ancora di più le differenze culturali con l’Italia, sono enormi. All’improvviso mi sono ritrovato in un contesto in cui nessuno parlava la mia lingua, la mia famiglia era lontana e i miei amici storici si trovavano a oltre 11.000 chilometri di distanza.
Dire che fossi spaesato è un eufemismo per descrivere come mi sentivo in quei primi giorni della mia missione in Argentina. Avevo un disperato bisogno di qualcosa, o di qualcuno, che mi donasse stabilità e che potesse farmi sentire, anche solo per un istante, al sicuro, come se fossi a casa.
L’aiuto del Signore e la forza del sacramento in chiesa
Il Signore, nella Sua infinita bontà, non mi fece aspettare troppo. Il Suo aiuto e il Suo conforto arrivarono quasi immediatamente. E sapete una cosa? Non si manifestarono in modo spettacolare, rumoroso o eclatante.
Non ci fu nessuna voce potente dal cielo, nessun evento straordinario o miracolo visibile. Al contrario, si trattò di qualcosa di estremamente semplice. Qualcosa che, in realtà, avevo già vissuto moltissime volte nel corso della mia vita, ma che forse non avevo mai davvero apprezzato o compreso abbastanza fino a quel momento: l’istante in cui presi il sacramento in chiesa.
Che cos’è il sacramento per La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni?
Per comprendere appieno il valore di questo momento, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo di circa 2000 anni, quando Gesù Cristo venne sulla terra per portare a termine la Sua missione divina: salvare l’umanità tramite il Suo sacrificio espiatorio. Come leggiamo nelle Scritture del Libro di Mormon
“Ed Egli andrà, soffrendo pene e afflizioni e tentazioni di ogni specie; e ciò affinché si possa adempiere la parola che dice: egli prenderà su di sé le pene e le malattie del suo popolo.” (Alma 7:11–12)
Dall’Ultima Cena ai giorni nostri
Poco prima di affrontare la Sua morte e l’Espiazione, Gesù Cristo istituì un momento sacro e intimo con i Suoi discepoli: l’Ultima Cena. In quell’occasione, offrì loro del pane e del vino come simboli del Suo imminente sacrificio. Nel Nuovo Testamento, il Vangelo di Luca descrive così quel momento:
“Poi, avendo preso del pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: ‘Questo è il mio corpo dato per voi; fate questo in memoria di me’. Parimenti, […] dette loro il calice dicendo: ‘Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, sparso per voi’” (Luca 22:19-20).
Il pane rappresenta il Suo corpo e il vino (o l’acqua) simboleggia il Suo sangue. Anche nel continente americano, il Salvatore risorto insegnò l’importanza di questa ordinanza:
“E farete questo in ricordo del mio corpo, che vi ho mostrato. E ciò sarà una testimonianza al Padre che vi ricordate sempre di me.” (3 Nefi 18:7)
Oggi, i membri de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ricordano e onorano quel preciso momento ogni domenica attraverso il sacramento. Mangiamo un piccolo pezzo di pane e beviamo un piccolo bicchiere d’acqua come simboli sacri dei sacrifici di Gesù Cristo. In questo modo, ci ricordiamo attivamente di Lui, rinnoviamo le nostre alleanze con Dio e riaffermiamo il desiderio profondo di diventare ogni giorno più simili al Salvatore.
Grandi cose attraverso cose piccole e semplici
Ritornando alla mia esperienza personale, durante quella prima settimana in terra argentina mi sentivo infinitamente distante da tutto ciò che mi era familiare. Eppure, quel momento sacramentale così semplice, silenzioso e apparentemente ordinario è stato lo strumento esatto che il Signore ha utilizzato per toccare il mio cuore. Mi ha ricordato chi ero, qual era la mia vera identità e, soprattutto, Chi stavo scegliendo di servire. Come insegna splendidamente il profeta Alma:
“Mediante cose piccole e semplici si avverano grandi cose.” (Alma 37:6)
Il sacramento, pur presentandosi in una forma pura e lineare, racchiude in sé un significato immensamente grande e universale. Ha il potere di azzerare le distanze geografiche e culturali, facendoti sentire a casa ovunque tu sia, perché l’amore di Dio non conosce confini ed è pronto a sostenerci quando decidiamo di servire Dio con tutto il cuore.
E il sacramento, pur essendo semplice nella forma, è profondamente grande nel suo significato.
Se vuoi saperne di più, scrivici o vieni a trovarci in Chiesa. Ti aspettiamo!
