In Breve
- Definizione di Apocrifi: Il termine “apocrifo” (dal greco apókryphos, “nascosto” o “segreto”) indica testi religiosi scritti tra l’Antico e il Nuovo Testamento non inclusi nel canone biblico protestante ed ebraico.
- Differenza Cattolici vs Protestanti: La Chiesa Cattolica definisce questi libri “deuterocanonici” e li include nel proprio Antico Testamento (dalla Septuaginta). I Protestanti li considerano utili ma non dottrinalmente ispirati.
- Prospettiva dei Santi degli Ultimi Giorni: Non fanno parte del canone ufficiale, ma la rivelazione moderna (Dottrina e Alleanze 91) insegna che contengono molte verità mescolate a errori umani. Chi li studia sotto la guida dello Spirito Santo può trarne grande beneficio spirituale.
1. Definizione e Origine del Termine “Apocrifi”
Il termine “apocrifo” deriva dalla parola greca ἀπόκρυφος (apókryphos), che significa letteralmente “nascosto”, “segreto” o “celato”. In origine, la parola indicava scritti riservati a una cerchia ristretta di fedeli.
Nel corso dei secoli e con l’evolversi dei dibattiti teologici, il termine ha assunto una connotazione di “non canonico”, ovvero di testo non riconosciuto come Scrittura sacra divinamente ispirata.
Comprendere cosa siano i testi apocrifi può risultare complesso proprio perché il loro valore varia notevolmente a seconda della tradizione religiosa di riferimento.
La Bibbia non è un singolo libro, ma una biblioteca di testi scritti in varie epoche storiche da autori differenti. La definizione di quali libri debbano far parte di questa raccolta costituisce la formazione del canone biblico.
2. Perché Cattolici e Protestanti non vanno d’accordo sugli Apocrifi?
Le divergenze sulla canonicità di questi testi affondano le radici nella storia antica e sono esplose durante la Riforma Protestante del XVI secolo.
Quando riformatori come Martin Lutero esaminarono la Bibbia cattolica latina (la Vulgata), contestarono l’inclusione di alcuni testi dell’Antico Testamento che non figuravano nel canone ebraico masoretico.
| Prospettiva / Chiesa | Terminologia Usata | Argomentazione Principale |
| Chiesa Cattolica | Deuterocanonici (“secondo canone”) | Presenti nella Septuaginta (traduzione greca dell’Antico Testamento utilizzata ai tempi di Gesù). Sono considerati Scrittura ispirata a tutti gli effetti. |
| Chiese Protestanti | Apocrifi | Insegnano dottrine in contrasto con il resto delle Scritture e non sono citati direttamente da Gesù nel Nuovo Testamento. Utili storicamente, ma non normativi. |
| Santi degli Ultimi Giorni | Apocrifi | Non inclusi nel canone ufficiale. Tuttavia, contengono verità preziose ed errori umani: la guida dello Spirito Santo è la chiave per discernere la verità. |
Il dibattito teologico verte su precise questioni storiche e dottrinali:
- L’argomento Cattolico: Gli apocrifi facevano parte della Bibbia dei Settanta (Septuaginta), ampiamente diffusa nel mondo ellenistico ed ebraico al tempo del Cristo. Di conseguenza, escluderli significherebbe sottrarre parti della Scrittura originale.
- L’argomento Protestante: Gesù e gli apostoli, pur citando ampiamente l’Antico Testamento, non hanno mai citato direttamente questi testi come Scrittura sacra autorevole. Inoltre, gli ebrei di Palestina non inclusero questi libri nella Tanakh ebraica.
3. Gli Apocrifi e la Rivelazione Moderna: La Sezione 91 di Dottrina e Alleanze
Mentre i teologi tradizionali cercano risposte scavando in frammenti storici complessi e non sempre esaustivi, la posizione de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni si fonda direttamente sulla rivelazione moderna fornita al profeta Joseph Smith.
Nel 1833, mentre stava lavorando alla revisione e traduzione ispirata della Bibbia, Joseph Smith incontrò la sezione degli Apocrifi collocata tra l’Antico e il Nuovo Testamento (composta solitamente da 14 testi).
Dubbioso se doverli tradurre interamente o meno, pose la questione al Signore. La risposta divina è oggi custodita nella Sezione 91 di Dottrina e Alleanze:
«In verità, così ti dice il Signore riguardo agli Apocrifi: vi sono molte cose ivi contenute che sono vere, e per la maggior parte sono tradotti correttamente; Vi sono molte cose ivi contenute che non sono vere, che sono interpolazioni per mano degli uomini.
In verità ti dico che non è necessario che gli Apocrifi siano tradotti. Perciò, chiunque li legge usi intendimento, poiché lo Spirito manifesta la verità; E chiunque è illuminato dallo Spirito ne trarrà beneficio; E chi non riceve dallo Spirito non può trarne beneficio. Perciò non è necessario che essi vengano tradotti. Amen.»
— Dottrina e Alleanze 91:1-6
I Testi Apocrifi: il Principio del Discernimento Spirituale
I Santi degli Ultimi Giorni credono che tutta la verità provenga da Dio, indipendentemente dalla sua fonte.
Anche se gli Apocrifi non vengono inclusi nel canone delle opere standard e non costituiscono testo di studio durante le lezioni della Scuola Domenicale, la rivelazione riconosce che essi contengono preziose verità spirituali e storiche.
Come sottolinea lo studioso Steven C. Harper nel suo lavoro di analisi su Dottrina e Alleanze:
«Piuttosto che dichiarare i libri altamente vari dell’Apocrifa come veri o falsi, il Signore si concentra sulla verità e sull’errore presenti nei testi.
Né sembra preoccuparsi degli errori nelle Scritture o della loro sufficienza… Egli fornisce invece un principio infallibile che può essere applicato a tutti gli ambiti e ai testi fallibili, inclusa la letteratura apocrifa o pseudepigrafa, così come la scienza o l’arte.
Il principio è che la compagnia dello Spirito Santo infallibile illuminerà e porterà beneficio a coloro che cercano la verità, ovunque essa si trovi… questa rivelazione pone la massima priorità non nell’analisi dei testi antichi, ma nella ricettività di ciascun individuo verso la Divinità tramite lo Spirito Santo.»
— Steven C. Harper, Making Sense of the Doctrine and Covenants, p. 342
4. Domande Frequenti (FAQ) sui Testi Apocrifi
Q1: Quali sono i 14 libri apocrifi principali presenti nelle Bibbie storiche?
R: I 14 testi tradizionali includono: 1 e 2 Esdra, Tobia, Giuditta, le aggiunte al libro di Ester, la Sapienza di Salomone, l’Ecclesiastico (Siracide), Baruc, la Lettera di Geremia, la Preghiera di Azaria e il Canto dei Tre Giovani, la Storia di Susanna, Bel e il Dragone, la Preghiera di Manasse e 1 e 2 Maccabei.
Q2: Qual è la differenza tra libri Apocrifi e Pseudepigrafi?
R: Gli “Apocrifi” si riferiscono specificamente ai testi deuterocanonici situati tra Antico e Nuovo Testamento. Gli “Pseudepigrafi” sono invece scritti attribuiti falsamente a patriarchi o profeti (es. il Libro di Enoc) che non sono mai stati considerati canonici né dai cattolici né dai protestanti.
Q3: Un Santo degli Ultimi Giorni può leggere gli Apocrifi?
R: Sì. La rivelazione in D&C 91 incoraggia chiunque desideri approfondirli a farlo con spirito di discernimento, cercando la guida dello Spirito Santo per riconoscere la verità dagli errori e dalle interpolazioni umane.
Cosa Sono i Testi Apocrifi? Conclusione
Comprendere cosa sono i testi apocrifi significa superare le rigide contrapposizioni teologiche per abbracciare un principio di ricerca spirituale più alto.
Sebbene il dibattito tra canone cattolico e protestante rimanga aperto dal punto di vista storiografico, la rivelazione ricevuta da Joseph Smith offre una prospettiva chiara e pragmatica: la verità va cercata e riconosciuta ovunque si trovi, affidandosi alla guida illuminante dello Spirito Santo.
