Il legame tra la cerimonia di investitura nel tempio dei Santi degli Ultimi Giorni e la Massoneria è da decenni oggetto di dibattito, curiosità e, talvolta, malintesi.

Chiunque si avvicini alla storia della Chiesa nota quasi immediatamente che Joseph Smith divenne un Maestro Massone nel marzo del 1842, celebrando la prima cerimonia di investitura a Nauvoo solo poche settimane dopo, nel maggio dello stesso anno.

Questo parallelismo temporale ha spinto molti a chiedersi: Joseph Smith ha semplicemente “copiato” i rituali massonici?

Per rispondere correttamente, è necessario guardare oltre la superficie e analizzare non solo le forme, ma il significato profondo di queste cerimonie.

Investitura nel tempio e Massoneria: Somiglianze superficiali e differenze sostanziali

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Sebbene esistano somiglianze in alcuni simboli, gesti o termini specifici, concentrarsi esclusivamente su questi elementi rischia di far perdere di vista l’insieme.

Parti fondamentali dell’investitura, come il lavaggio e l’unzione, non hanno alcun corrispettivo nella Massoneria. Inoltre, lo scopo ultimo e le alleanze strette nel tempio seguono una logica spirituale del tutto distinta.

Lo studioso Scott Gordon chiarisce bene questo punto:

“La Massoneria si concentra sul rapporto dell’uomo con l’uomo, mentre l’investitura del tempio si concentra sul rapporto dell’uomo con Dio.
Sebbene possano esserci alcune somiglianze superficiali tra alcuni rituali massonici e la cerimonia del sacerdozio, gli insegnamenti, i patti e gli scopi sono completamente diversi.”

Una “Restaurazione” di antiche verità?

restaurazione del vangelo

Per i primi membri della Chiesa, il legame tra le due tradizioni non era un segreto. I primi nove uomini a ricevere l’investitura erano tutti massoni e non trovarono contraddizioni tra le due esperienze.

Oggi, i ricercatori suggeriscono due spiegazioni principali adottate dai Santi degli Ultimi Giorni.

La prima vede l’investitura come la restaurazione di un’antica ordinanza. Secondo questa visione, sia la Massoneria che il tempio attingerebbero a radici cristiane antichissime.

Anche se la Massoneria come organizzazione viene datata dagli storici al Medioevo, molti dei suoi simboli sono precedenti.

Robert Cooper, curatore della Gran Loggia di Scozia, ha spiegato che gran parte dell’iconografia massonica è stata adottata dal Cristianesimo, mentre il Reverendo Neville Cryer ha rintracciato le origini di alcuni segni nei gesti degli ordini monastici ortodossi.

In quest’ottica, Joseph Smith potrebbe aver riconosciuto nella Massoneria dei “frammenti” di verità andati perduti con l’apostasia, riportandoli nel loro contesto sacro originale.

Il ruolo della rivelazione e l’ambiente culturale

La cultura di Cristo

La seconda interpretazione suggerisce che Dio utilizzi spesso la cultura e l’ambiente circostante per trasmettere rivelazioni in modi comprensibili all’uomo.

Poiché molti uomini del tempo di Joseph conoscevano bene il linguaggio massonico, quel sistema potrebbe essere stato usato come “veicolo” per presentare l’investitura.

Il Dr. Mark Rivera propone una riflessione interessante su questo processo creativo e profetico:

“Per oltre 20 anni, Smith aveva mostrato un modello di incontro con testi sacri, riflessione, preghiera e poi ricezione di grandi rivelazioni…
Credo che le tre cerimonie massoniche di iniziazione rituale abbiano costituito per Smith un altro testo sacro su cui meditare e riflettere… questa meditazione è diventata un contesto in cui Smith ricevette una grande rivelazione.”
Lo studioso Ben Spackman aggiunge che gli aspetti di una rivelazione riflettono necessariamente l’ambiente in cui avvengono: “Gesù trasformò l’acqua in vino. Non lo produsse dal nulla”.

Dio prende spesso elementi familiari — come l’arcobaleno per Noè o la circoncisione per Abramo (pratica già esistente in Egitto) — e li adatta a un nuovo scopo sacro.

Verità assolute e mezzi relativi

morte della verità

È fondamentale distinguere tra il messaggio e il mezzo. La cerimonia del tempio utilizza un linguaggio simbolico per insegnare verità eterne. Come sottolineato da Michael Ash:

“…elementi importanti del sacerdozio includono parole chiave, segni e simboli. Questi elementi sono usati per trasmettere verità assolute, anche se lo fanno tramite verità relative soggette a cambiamento.

Pertanto, il mezzo con cui questi elementi vengono espressi… sono meno essenziali. Il significato e lo scopo del sacerdozio (una verità assoluta) rimangono invariati.”

In altre parole, la struttura rituale può cambiare o adattarsi, ma l’alleanza tra l’individuo e Dio resta il cuore pulsante dell’esperienza.

Conclusione: un adattamento ispirato

Quindi, Joseph Smith ha copiato la Massoneria? La risposta più equilibrata sembra essere che Joseph abbia ricevuto i patti e le promesse del tempio direttamente da Dio e dalle Scritture, ma che abbia scelto di utilizzare alcuni elementi strutturali della Massoneria per rendere quegli insegnamenti più efficaci e solenni per i santi del suo tempo.

Come conclude Scott Gordon:

“L’affermazione che Joseph Smith abbia preso in prestito la cerimonia del sacerdozio dalla Massoneria… è chiaramente falsa. Sebbene ci siano alcune somiglianze, l’intero scopo e intento è diverso. […]
Joseph adattò e riutilizzò anche alcune cose a cui era stato esposto nella Massoneria per assistere nella cerimonia del tempio. Che quei pochi elementi siano di origine antica o moderna, lo lascio decidere a voi.”

In sintesi, che si tratti di frammenti di verità antiche recuperate o di un adattamento culturale ispirato, l’investitura rimane un’esperienza spirituale unica, volta a elevare l’uomo verso il divino, utilizzando un linguaggio che, seppur influenzato dalla storia, punta dritto all’eternità.

E tu cosa ne pensi? Credi che il contesto culturale di Joseph Smith aiuti a comprendere meglio il processo della rivelazione? Scrivilo nei commenti qui sotto, ci piacerebbe conoscere la tua opinione!

https://youtu.be/dWsSz0bODEI