Quali sono le nostre priorità? E dove ci porteranno? Stiamo andando nella direzione che ci permetterà di raggiungere ciò che vogliamo raggiungere e diventare ciò che vogliamo diventare?
“Cosa diranno di te al tuo funerale?”
Che ci crediate o no, in soffitta ho una bara di legno nera. Proprio così: una bara a grandezza naturale! Mio marito l’ha costruita anni fa per uno spettacolo itinerante che stavamo producendo.
A quest’ora l’avremmo già buttata via, ma ogni Halloween uno dei nostri nipoti vuole usarla per l’attività di rione, e così l’abbiamo tenuta.
Come insegnante del seminario mattutino, un giorno sono arrivata in chiesa la mattina presto con la mia bara al seguito.
L’ho sistemata tra due sedie (coprendole con un panno nero per farle sembrare una specie di supporto), l’ho decorata intorno con tutte le composizioni di fiori finti che avevo a casa, poi ho abbassato le luci e ho messo una musica triste.
Quando gli studenti sono entrati nella stanza, ridendo e chiacchierando come al solito, sono diventati immediatamente seri.
Ho dato loro il benvenuto al funerale di un caro amico. Dopo la preghiera di apertura, li ho invitati a venire uno alla volta e a guardare in silenzio dentro la bara (che aveva il coperchio parzialmente sollevato), per vedere il loro amico appena scomparso.

Si capiva benissimo che la cosa sembrava loro un po’ inquietante.
Dentro la bara avevo posizionato uno specchio. A quel punto erano completamente scioccati.
Ho detto loro che avrei voluto che scrivessero un elogio funebre per la persona nella bara. Un ragazzo ha protestato: “Ma io non sono ancora morto!”.
“Beh, in questo caso, scrivi quello che speri possa essere detto di questa persona al suo funerale”. Con un po’ di riluttanza, si sono messi tutti al lavoro. Nel giro di 20 minuti avevano scritto il proprio elogio funebre — o, almeno, quello che speravano fosse il loro elogio funebre.
Ho chiesto loro di prendere un foglio di carta pulito. “Cosa dovrebbe iniziare a succedere adesso perché questo sia il vostro elogio funebre quando morirete?”.
Lentamente ma inesorabilmente, hanno iniziato a emergere degli obiettivi. Mentre guardavano i loro elenchi, ho chiesto loro di valutarli e di decidere se i loro obiettivi fossero ragionevoli.
Quasi all’unanimità, hanno deciso che erano realizzabili.
“Ok, iniziate oggi!”.
Sappiamo dove stiamo andando?
Anni fa, Diana Ross pubblicò una canzone che catturò l’attenzione del mondo intero. Fu un successo immediato, ricevendo persino una nomination agli Oscar. Ecco una parte del testo (T.d.A.):
Sai dove stai andando?
Ti piace quello che la vita ti sta mostrando?
Dove stai andando? Lo sai?
Ottieni ciò che speri?
Quando ti guardi alle spalle, non ci sono porte aperte
Cosa stai sperando? Lo sai?
Ora, guardando indietro a tutto ciò che abbiamo pianificato
Abbiamo lasciato che così tanti sogni ci sfuggissero di mano.
Perché dobbiamo aspettare così tanto prima di vedere
quanto tristi possano essere le risposte a queste domande?
Perché questa canzone ha avuto così tanto successo? Perché ha fatto riflettere tutti sulla posizione in cui si trovavano nel percorso della propria vita.
Erano dove volevano essere a quel punto della loro esistenza? La loro vita aveva un significato? Stavano realizzando i loro sogni?

Difendere ciò che è giusto richiede di confidare nel Signore prima di agire con rabbia o ira. Immagine: masfe.org
Nella vita, sembra sia molto facile lasciare che le nostre priorità cedano il passo a cose che sembrano urgenti o che gli altri si aspettano da noi.
Ci sono cose che dobbiamo fare per forza, come andare al lavoro o a scuola, ma abbiamo comunque tutti una certa quantità di tempo libero.
Il modo in cui scegliamo di spenderlo determinerà ciò che diventeremo in questa vita — e nella prossima!
Come stabilire le nostre priorità
Ho un amico che sostiene che dovremmo stabilire un massimo di tre obiettivi al giorno — cose che sono la nostra priorità per quella giornata. Insiste nel non stabilirne più di tre, perché se lo facciamo, probabilmente non li raggiungeremo, e la parola stessa “priorità” presuppone una scelta delle cose migliori.
Senza priorità, è facile passare il nostro tempo personale semplicemente a scrollare sul cellulare e a guardare come gli altri vivono la loro vita, invece di vivere davvero la nostra. Che tempo sprecato!
Ho un figlio che ha fatto il personal trainer e si mantiene molto in forma. Per lui è una priorità. Pensate che la sera va a letto con i vestiti da palestra! In questo modo, può alzarsi e iniziare subito ad allenarsi.
È già pronto. Non deve decidere se ha voglia di fare qualcos’altro. Ha già stabilito che si allenerà prima del lavoro.
Qualunque siano le vostre priorità, potete anche voi prendere intenzionalmente le vostre decisioni in anticipo.
Spero che, per la maggior parte di noi, una priorità sia quella di sviluppare una vera relazione con il nostro Salvatore e con il nostro Padre Celeste.
Pensiamo vagamente di essere sulla strada giusta. Andiamo in chiesa, no? In generale osserviamo i comandamenti — o almeno la maggior parte. Personalmente credo, però, che ci sia una grande differenza tra il semplice andare in Chiesa e lo sviluppare un rapporto stretto con Dio.

Ricordo di aver letto un libro su una donna che era morta, aveva avuto un’esperienza di pre-morte e poi era stata rianimata.
Un commento che fece fu che, sebbene pensasse di aver pregato molto, quando guardò la sua vita scorrere nel mondo degli spiriti, rimase sorpresa di quanto poco avesse effettivamente pregato.
Il presidente Jeffrey Holland ha vissuto un’esperienza simile dopo aver avuto un’esperienza di pre-morte.
Nel suo discorso della conferenza generale di aprile 2024, Qual fuoco il seno può scaldar, ci ha raccontato come questa esperienza gli abbia fatto comprendere a fondo, tra le altre cose, il potere e la necessità di una preghiera costante. Immagino che l’anziano Holland pregasse già molto prima di questa esperienza!
Ma ha incoraggiato con veemenza tutti noi a rivolgerci a Dio con più diligenza attraverso la preghiera e a stabilire un rapporto con Lui, testimoniando:
“Si tratta di una questione urgente per tutti noi, onde evitare di sentire mai con devastante rammarico: ‘Io non vi conobbi mai’ o, secondo la traduzione di Joseph Smith di quella frase: ‘[Voi] non mi avete mai conosciuto’”.
Agire oggi per non avere rimpianti domani
Qualche anno fa, ho avuto l’opportunità di viaggiare a Bergen, in Norvegia. All’arrivo in aeroporto, ero entusiasta di vedere il nome della città scritto a grandi lettere tridimensionali: B E R G E N.
Ma con mio grande stupore, dopo l’ultima lettera c’era un punto interrogativo. Quindi, l’insegna diceva: BERGEN?

Speriamo di non finire così — a chiederci dove siamo! Speriamo di essere sicuri e di sapere dove ci troviamo nel cammino della nostra vita e nel nostro desiderio di avvicinarci costantemente a Cristo.
Quando guarderemo indietro alla nostra vita, spero che non penseremo: “Avrei voluto…”
studiare le Scritture ogni giorno
passare più tempo con il mio coniuge o con i miei figli, invece di inseguire il successo nel mondo degli affari
stringere amicizie più sincere
fare di più per servire gli altri
rendere il culto nel tempio una presenza più costante nella mia vita
scrivere la mia storia personale
coltivare un piccolo orto
completare i miei studi, o sviluppare il mio talento artistico, o qualunque fossero i miei sogni e le mie aspirazioni personali.
Guardate il vostro elenco. Cosa avete realizzato e cosa avreste sperato di aver realizzato fino a questo momento? È forse giunto il momento di rivalutare alcune delle voci della vostra lista dei desideri?
Quanto sono importanti in realtà? Guarderete indietro con il rimpianto di non aver cercato di realizzare cose più grandi e significative?
Stabilire le nostre priorità: non è mai troppo tardi
La scorsa settimana mia sorella Diana si è laureata alla tenera età di 66 anni. Le ci sono voluti 40 anni per raggiungere questo obiettivo. Brava! Non si è mai arresa.
Nel momento un cui ne ha fatto una priorità, è successo. Curiosità: anche sua figlia e sua nipote si sono laureate nello stesso college, durante la stessa cerimonia di laurea (un fatto notato, con sua grande sorpresa, sia da Fox News che da People Magazine!).
Quanti dei nostri obiettivi stanno solo aspettando che venga data loro la priorità? Serve più energia per superare l’inerzia che per continuare a muoversi.
Serve più carburante per far muovere un’auto da ferma che per farla proseguire lungo la strada. Una volta fatto il primo passo, il secondo è molto più facile.
È tempo di agire! Vi sentite bloccati dall’inerzia? Stabiliamo le nostre priorità e iniziamo. Iniziare è la parte più difficile.
Speriamo di muoverci intenzionalmente verso il nostro obiettivo di una vita terrena significativa e di un’incredibile vita eterna.
Con il nostro obiettivo ben impresso nella mente, non avremo bisogno di alcun punto interrogativo quando guarderemo a dove siamo!
Nella Chiesa abbiamo un enorme vantaggio. Sappiamo dove vogliamo arrivare quando tutto sarà finito: a vivere con i nostri Genitori Celesti e il Loro Figlio nel regno celeste.
Ciò che tendiamo a perdere di vista è il modo in cui viaggiamo mentre compiamo quel percorso. Ci perdiamo un po’ lungo la strada.
L’obiettivo finale richiede il raggiungimento di una serie di obiettivi intermedi, ognuno dei quali richiede la nostra attenzione e la nostra diligenza.
Se perdiamo di vista quei passi intermedi, perdiamo di vista l’obiettivo finale. La canzone è un promemoria per ognuno di noi a non dimenticare mai dove stiamo andando, e a muoverci con determinazione per arrivarci.
Quali sono le vostre priorità? Vi stanno aiutando a raggiungere i vostri obiettivi più eccellenti? Fatecelo sapere nei commenti! E condividete questo articolo con qualcuno che ha bisogno di un incoraggiamento!