Cosa possiamo imparare da re Giosafat nei momenti di difficoltà?
La storia di re Giosafat, raccontata in 2 Cronache 17–20, mostra che Dio non abbandona chi Lo cerca con sincerità.
Quando le difficoltà sembrano più grandi delle nostre forze, il suo esempio ci insegna a rivolgerci al Signore nella preghiera, ad avere fede nelle Sue promesse e a lasciarci guidare dalla Sua parola.
Quando la paura prende il sopravvento, dove possiamo trovare speranza?
Prima o poi, tutti ci troviamo ad affrontare situazioni che sembrano più grandi di noi. Problemi familiari, difficoltà economiche, malattie, decisioni importanti o semplicemente il peso delle incertezze della vita possono farci sentire impotenti.
In quei momenti nasce spontanea una domanda: dove rivolgere lo sguardo quando non sappiamo più cosa fare?
La Bibbia non ignora queste esperienze. Al contrario, racconta la vita di uomini e donne che hanno conosciuto la paura e hanno imparato a confidare in Dio.
Tra questi c’è re Giosafat, uno dei sovrani più fedeli di Giuda, la cui storia continua a offrire insegnamenti preziosi anche oggi.
Un re fedele che imparò anche dai propri errori
Giosafat fu uno dei re più fedeli di Giuda. Fin dall’inizio del suo regno si impegnò a ricondurre il popolo al Signore.
Fece insegnare la legge in tutto il paese inviando Leviti e sacerdoti nelle città di Giuda e riorganizzò l’amministrazione della giustizia affinché fosse fondata sul timore di Dio (2 Cronache 17:7–9; 19:5–7).
La sua vita, però, ci ricorda che anche le persone rette possono commettere errori. La sua alleanza con il malvagio re Achab gli procurò gravi conseguenze e il rimprovero del profeta Ieu.
Eppure Giosafat non permise che i propri sbagli lo allontanassero dal Signore. Continuò a cercare Dio con sincerità, e fu proprio questa disposizione del cuore a fare la differenza quando arrivò una prova ancora più grande.
Quando la paura ci assale, il primo passo è cercare il Signore
Il momento più difficile del regno di Giosafat è descritto in 2 Cronache 20. Una grande coalizione di popoli, comprendente Moabiti, Ammoniti e altri gruppi provenienti dalla regione di Edom, stava avanzando contro Giuda.
La reazione del re è sorprendente nella sua semplicità:
“Giosafat ebbe paura, si dispose a cercare il Signore e proclamò un digiuno per tutto Giuda.” (2 Cronache 20:3)
La Bibbia non nasconde che Giosafat provò paura. Ciò che lo distingue è ciò che fece dopo. Invece di confidare esclusivamente nella forza dell’esercito o nelle proprie capacità, convocò il popolo per pregare e digiunare insieme.
La sua preghiera culmina in una delle dichiarazioni di fede più toccanti delle Scritture:
“Noi siamo senza forza di fronte a questa grande moltitudine che avanza contro di noi; non sappiamo che cosa fare, ma gli occhi nostri sono su di te.” (2 Cronache 20:12)
Quante volte anche noi potremmo fare nostra questa preghiera? Non sempre conosciamo la soluzione ai nostri problemi, ma possiamo sempre scegliere dove rivolgere lo sguardo.
Giosafat ci insegna che la fede non consiste nell’avere tutte le risposte, ma nel confidare in Colui che le possiede.
Dio risponde attraverso i Suoi servitori
Alla preghiera del popolo il Signore rispose immediatamente. Lo Spirito del Signore scese su Jahaziel, un Levita, che pronunciò un potente messaggio profetico:
“Non temete e non vi sgomentate a motivo di questa grande moltitudine; poiché questa non è la vostra battaglia, ma la battaglia di Dio… Presentatevi, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore vi darà.” (2 Cronache 20:15, 17)
Immagino quanto conforto abbiano portato quelle parole a un popolo che si preparava ad affrontare un esercito immensamente più forte del proprio.
Dio non eliminò immediatamente il problema, ma offrì qualcosa di ancora più importante: la certezza della Sua presenza e della Sua guida.
Anche oggi il Signore continua a guidare i Suoi figli tramite i Suoi profeti e apostoli viventi. In Dottrina e Alleanze leggiamo questa promessa:
“Che sia dalla mia propria voce o dalla voce dei miei servitori è lo stesso.” (Dottrina Alleanze 1:38)
Quando ascoltiamo i profeti, il Signore ci offre una prospettiva più ampia della nostra, capace di illuminare anche le situazioni che al momento ci sembrano senza via d’uscita.
Credere ai profeti porta forza e stabilità
La mattina seguente, mentre il popolo si preparava ad affrontare il nemico, Giosafat pronunciò un invito che continua a essere attuale:
“Credete nel Signore, nel vostro Dio, e sarete saldi; credete nei suoi profeti, e prospererete.” (2 Cronache 20:20)
Quella fiducia non rimase soltanto nelle parole. Giosafat dispose che fossero i cantori ad aprire la marcia dell’esercito, lodando il Signore ancora prima di vedere il miracolo. Fu un gesto di fede straordinario.
E il miracolo arrivò davvero. Mentre il popolo lodava Dio, il Signore fece sì che gli eserciti nemici si combattessero tra loro, liberando Giuda senza che fosse necessario combattere.
Anche nella nostra vita, credere ai profeti significa scegliere di mettere in pratica i loro insegnamenti, anche quando non comprendiamo pienamente il motivo di certi consigli o quando il mondo propone strade diverse.
È proprio questa fiducia che permette al Signore di operare nella nostra vita con una forza che spesso riusciamo a riconoscere solo guardando indietro.
Un invito per la nostra vita
Il Signore ha promesso grandi benedizioni a coloro che ascoltano i Suoi servitori:
“Sì, e il Signore Iddio disperderà i poteri delle tenebre dinanzi a voi e farà sì che i cieli siano scossi per il vostro bene e per la gloria del suo nome.” (Dottrina e Alleanze 21:6)
Ognuno di noi affronta, prima o poi, la propria “grande moltitudine”: problemi che sembrano insormontabili, prove che mettono alla prova la nostra fede o decisioni che ci fanno sentire inadeguati.
In quei momenti possiamo ricordare l’esempio di Giosafat. Possiamo pregare con umiltà, digiunare quando ne sentiamo il bisogno, fissare i nostri occhi sul Signore e scegliere di ascoltare con fiducia la voce dei Suoi profeti.
Forse le nostre difficoltà non scompariranno immediatamente. Ma, proprio come accadde a Giosafat, scopriremo che il Signore combatte battaglie che da soli non potremmo mai vincere e che la pace che Egli dona è più grande di qualsiasi paura.
