Pochissimi membri de La Chiesa di Gesù Cristo si rendono conto che le Scritture, specialmente quelle dell’Antico Testamento (Tanakh, in ebraico), tra cui i Salmi, sono state scritte per essere cantate.
Infatti, quando Gesù lesse Isaia nella sinagoga, potrebbe aver cantato le parole (vedere Luca 4). Ogni sinagoga ha un rabbino e un cantore. Un cantore canta le Scritture durante i servizi religiosi. La sua posizione è molto importante.
Che cos’è un cantore?
Diventare un cantore (hazzan) richiede in genere da 2 a 5 anni di formazione specializzata presso un seminario o una scuola per cantori.
Gli studi e le lezioni includono l’addestramento nella tecnica vocale, le modalità di preghiera tradizionali ebraiche, la “cantillazione” biblica (i segni e i simboli presenti nelle Scritture destinati a guidare la musica) e la cura pastorale, al fine di preparare i diplomati a fare da guida spirituale e musicale.
Essere rabbino ed esercitare la funzione di cantore sono entrambe professioni clericali retribuite.
I compiti di un cantore includono:
- Istruire adulti e bambini nella lingua ebraica, nelle preghiere e nella lettura della Torah (i 5 Libri di Mosè).
- Preparare i giovani per le cerimonie di Bar e Bat Mitzvah.
- Guidare le classi di educazione per adulti o dirigere la scuola della sinagoga.
- Officiare nei principali eventi della vita come matrimoni, cerimonie per la nascita dei bambini e funerali.
- Visitare i malati e sostenere i membri che attraversano momenti difficili.
- Collaborare con il rabbino per gestire le esigenze quotidiane della comunità.
L’Ebraico possiede lettere solo per le consonanti. I suoni vocalici sono indicati con vari piccoli segni, tra cui trattini e punti sotto le consonanti. Vi sono però anche segni per indicare la melodia per cantare o suonare le Scritture.
Chi ha scritto i Salmi?
Sappiamo tutti che i Salmi sono poesie destinate a essere cantate, ma chi li ha scritti? La maggior parte è attribuita a Davide: l’uomo che confortava il re Saul e incantava l’assemblea con il suo talento nel comporre preghiere, suonare l’arpa, cantare e persino danzare. Un vero artista a tutto tondo.
Nelle sue strofe risuona l’eco profonda della sua vita: le sue speranze, le prove affrontate, le paure più intime e il suo costante bisogno di Dio.
Gesù e i Suoi Apostoli cantavano i Salmi?

Marco 14:26 e Matteo 26:30 dicono entrambi la stessa cosa: “E dopo che ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al Monte degli Ulivi.”
Sappiamo bene che l’Ultima Cena è stata un pasto pasquale, ricchissimo di simboli che indicavano Cristo come nostro liberatore.
La Pasqua celebra proprio la liberazione dall’Egitto, e cantare i Salmi legati a quel momento — per poi volgere lo sguardo a una liberazione futura — è un’usanza antichissima. I Salmi scelti per la Pasqua sono chiamati “l’Hallel“.
Il rito pasquale si divide in due parti. La parte che precede il pasto si concentra sull’Esodo, mentre la parte successiva al pasto si concentra sulla lode e sul ringraziamento.
Prima parte (Prima del pasto):
- Salmo 113: È un inno alla lode del nome di Dio e alla Sua sollecitudine per gli umili.
- Salmo 114: Celebra esplicitamente l’Esodo (“Quando Israele uscì dall’Egitto…”).
Seconda parte (Dopo il pasto / Conclusione):
- Salmo 115: Mette a confronto il Dio vivente con gli idoli inanimati.
- Salmo 116: Esprime amore e gratitudine a Dio per aver salvato il parlante dalla morte (“Alzerò il calice della salvezza”).
- Salmo 117: Un brevissimo invito universale rivolto a tutte le nazioni affinché lodino Dio.
- Salmo 118: Un inno trionfale di ringraziamento che contiene il famoso verso: “La pietra scartata dai costruttori è diventata la pietra angolare”.
Qual è la Scrittura più cantata nell’ebraismo?
La Scrittura guida dell’ebraismo si chiama “Shema” (“il Nome”). Si trova in Deuteronomio 6:
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno.
Guardare alle Scritture come a dei canti
Nessuno proverà a cantare i Libri di Cronache o dei Re: sono opere storiche. Ma potresti voler provare a cantare Isaia. Isaia era un poeta, ed è uno dei motivi per cui gran parte della sua opera è difficile da comprendere.
Potresti voler dedicare del tempo a cercare Scritture che siano naturalmente adatte al canto (Proverbi, Lamentazioni, ecc.). Gli Ebrei le cantano tutte, ma molte sono destinate ad occasioni speciali. E i più naturali da cantare sono i Salmi.
Aspetti problematici dei Salmi

È del tutto naturale pensare a Davide quando leggiamo i Salmi che parlano di essere circondati dai nemici o che chiedono a Dio di sconfiggerli e annientarli.
In fondo, la sua vita è stata proprio questa: prima in fuga, braccato dal re Saul, e poi da sovrano, impegnato in continue guerre contro i popoli vicini e costretto a difendersi dagli intrighi della sua stessa casa.
Oggi non siamo abituati a usare queste espressioni nelle nostre preghiere personali o in chiesa. Eppure, le promesse di Dio per gli ultimi tempi parlano chiaro: i malvagi verranno distrutti, compreso chi combatte contro Sion o tende trappole ai credenti.
L’ira di Dio è una realtà. Cristo ha preso su di sé quell’ira per i peccatori che scelgono di pentirsi; chi invece rifiuta di farlo, finirà per subirne le conseguenze in prima persona. (Vedi Dottrina e Alleanze 19, Isaia 29 e Malachia 4:3.)
Questo articolo è stato pubblicato su https://addfaith.org. Questo articolo è stato tradotto da Ginevra Palumbo
