Il Bambino Cristo venne in un mondo che Egli stesso aveva creato, adagiato sotto le stelle che aveva plasmato con le proprie mani. Il fiume di stelle chiamato Via Lattea, i miliardi di luci che scorrevano sopra il Suo capo.

Tutto Suo. Tutto fondato in Lui e da Lui scaturito. Tutto frutto dell’energia e dell’amore della Sua anima.

La Sua missione aveva un significato infinito e cosmico, così grandioso che possiamo a malapena comprenderlo, eppure ci proviamo.

Va semplicemente oltre la nostra comprensione, perché affonda nella legge che intreccia e tiene insieme l’intero universo.

Gesù fa una promessa radicale. «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». «Ecco, io compio una cosa nuova». Egli creerà «nuovi cieli e una nuova terra». «Se dunque uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove».

Il Signore parla della Sua missione al profeta Ezechiele:

«Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo».

Ciò che emerge chiaramente da questi versetti è che Dio non è venuto per “aggiustarci”, né per riformarci, né per ridipingere in fretta le nostre anime scrostate con una mano di vernice approssimativa.

La Sua opera non consiste nel migliorarci superficialmente o nel rimodellarci appena, né nel rifinire vecchi propositi o renderci semplicemente più soddisfatti del nostro piccolo spazio.

Dio non sta preservando la nostra vecchia natura con qualche aggiornamento.

Pur ascoltandoci con amore, Egli non è qui soltanto per farci da psicologo. Non si limita a perdonare il peccato, a consolare la sofferenza o a spiegare l’esistenza — sebbene ciascuna di queste realtà sia immensa per noi e ci leghi a Lui per l’eternità.

Il Natale parla di un rinnovamento cosmico che comprende il renderci completamente nuove creature, in modi che oggi non siamo in grado di comprendere né di immaginare. C.S. Lewis lo ha espresso così in Il Cristianesimo così com’è:

«Il cristianesimo non consiste nel rendere buone le persone cattive, ma nel rendere vive le persone morte».

E ancora, ne Il peso della gloria:

«Egli trasformerà anche il più debole e il più impuro di noi in una creatura splendente, radiosa e immortale».

Intrappolati nella morsa dell’entropia

Cristo rende nuove tutte le cose in un mondo in decadimento

La portata di quest’opera di trasformazione e rinnovamento totale, che si estende a tutta la creazione e penetra fino alle profondità delle nostre anime, è qualcosa che solo Gesù Cristo può compiere.

Questo diventa evidente quando studiamo una legge universale della fisica chiamata Seconda Legge della Termodinamica, o entropia: la condizione che tiene ogni essere umano nella sua morsa.

La riconoscerete anche se non conoscete il termine, perché grava sulla vostra esistenza e sul vostro modo di guardare il mondo in ogni istante della vostra vita.

Nel suo significato più semplice, l’entropia è la tendenza di tutte le cose a deteriorarsi. Come la tazza di cioccolata calda che tenete in mano e che rapidamente si raffredda, l’energia si disperde.

L’ordine diventa disordine. Il decadimento è universale. Il caos aumenta. È il principio secondo cui l’ordine richiede energia per essere mantenuto, mentre il disordine sopraggiunge naturalmente e senza sosta.

L’astrofisico Arthur Eddington afferma che questa legge occupa «la posizione suprema tra le leggi della natura» ed è la più ineludibile di tutta la scienza.

In fondo lo sappiamo già. La nostra auto nuova e scintillante, tra vent’anni, sarà un mucchio di ruggine in uno sfasciacarrozze. Le vecchie case diventano fatiscenti. I fienili antichi crollano.

Gli edifici corrosi vengono demoliti. Se non mettiamo ordine in una stanza, diventa un ammasso di oggetti. Non si riordina mai da sola.

Stephen Hawking disse:

«Puoi vedere una tazza di tè cadere da un tavolo e rompersi in pezzi sul pavimento… ma non vedrai mai la tazza ricomporsi da sola e saltare di nuovo sul tavolo.

L’aumento del disordine, o entropia, è ciò che distingue il passato dal futuro, dando una direzione al tempo».

Le macchine si usurano. Le piante si decompongono. Le foreste crescono in modo incontrollato o bruciano. Non si tratta solo del fatto che le lampadine si fulminano: anche le stelle muoiono. I mondi vanno e vengono.

Non vedrete mai un mazzo di carte rimescolarsi da solo disponendosi per semi in ordine crescente.

L’entropia è all’opera ovunque e, come disse Anton Čechov, «solo l’entropia viene facile».

Perché l’entropia ci sembra così personale

Ci rende stanchi.

Cristo rende nuove tutte le cose in un mondo in decadimento

A livello personale, il corpo si consuma e vacilla. I muscoli inutilizzati si indeboliscono. Il tempo ci fa sentire tutta la forza di ciò che si esaurisce. Il sistema immunitario si indebolisce. Le articolazioni fanno male. Le parti devono essere sostituite.

L’entropia ci colpisce non solo fisicamente, ma anche emotivamente e spiritualmente. I rapporti si deteriorano se non vengono nutriti. Le abilità si affievoliscono senza pratica.

Anche la fede può indebolirsi — non perché sia stata smentita, ma perché non è stata vissuta attivamente.

A livello antropologico, le società e i sistemi si logorano. Le culture si esauriscono. Le città producono scarti e impoverimento. Le infrastrutture si deteriorano. Le economie si affievoliscono. Le risorse naturali si consumano.

È facile sentirsi senza speranza, cinici e stanchi. Possiamo avere l’impressione di correre senza sosta contro gli effetti dell’entropia nelle nostre vite, cercando di opporvi la nostra energia, in un mondo che sembra inevitabilmente destinato al declino.

Lavoriamo instancabilmente ai margini del caos, sperando di portare ordine.

In parte ci riusciamo, ma ogni realtà umana richiede un continuo salvataggio dal decadimento. Mettiamo in gioco energia e motivazione per creare.

Consumiamo calorie per generare ordine e cerchiamo con coraggio il bene. Tuttavia, alla fine, dobbiamo scuotere il capo e riconoscere che non basta, quando viviamo in un universo incentrato sulla legge dell’entropia.

È una tendenza inscritta nella realtà. Non è malvagia né un nemico. È semplicemente una legge. I sistemi chiusi tendono al disordine e all’esaurimento.

L’uomo non può salvare se stesso in modo definitivo. L’uomo non può sostenere il mondo indefinitamente. L’uomo non può creare un ordine ultimo.

Nessuna quantità di intelligenza, moralità o sforzo può arrestare l’aumento globale dell’entropia. La Seconda Legge della Termodinamica non è una sfida da vincere, ma una condizione limite dell’esistenza.

L’astrofisico Fred Hoyle affermò: «L’universo è ordinato in modo tale che il caos sia lo stato naturale, a meno che qualcosa intervenga».

E Dio interviene.

Allora, che cosa dobbiamo fare?

La buona notizia del Natale, e il motivo per cui gli angeli annunciarono «una novella di grande gioia», è che non siamo condannati a lottare per sempre contro la legge dell’entropia.

Natale nel mondo presepe

Questa gioia non è solo emotiva o sentimentale: colpisce le fondamenta stesse dell’esistenza. Dio entra nell’entropia.

L’eternità entra nel decadimento. Sorpassando e superando il sistema chiuso dominato dall’entropia, Cristo viene portando luce, la vera fonte di energia di tutta l’esistenza.

Noi non siamo in grado di trasformare la nostra condizione. Solo Cristo può farlo. Egli viene volontariamente e con prontezza.

Ci sostiene ora e, infine, la Sua espiazione ci solleva al di sopra dei vecchi vincoli, donandoci una vita nuova e rendendoci esseri nuovi.

L’entropia resta alle nostre spalle. L’espiazione, alimentata dalla luce e dall’amore del Salvatore, è una legge superiore.

Hugh Nibley lo ha espresso così:

«Per la sua ampiezza e portata, l’espiazione assume l’aspetto di una delle grandi costanti della natura — onnipresente, immutabile, come la gravità o la velocità della luce.

Come queste ultime, è sempre presente, facilmente ignorata, difficile da spiegare e difficile da credere senza una spiegazione. Inoltre, siamo costantemente esposti ai suoi effetti, che ne siamo consapevoli o no.

“Come la gravità, anche se raramente ce ne accorgiamo, essa è all’opera in ogni momento della nostra vita… È lì, a nostra disposizione, pronta ad attrarci a sé…

“Invertire le leggi dell’entropia richiede una conoscenza che non possediamo; è fuori dalla nostra portata. Ma, come molti scienziati hanno ricordato, qualunque cosa ci abbia messi qui è capace di fare l’impossibile.”»

Questo è il grande dono di Gesù Cristo. Cristo è l’unico vero antidoto all’entropia. Non è venuto semplicemente come un maestro morale per rallentare il decadimento. Egli è la fonte stessa del rinnovamento.

Cristo prende il nostro vecchio modo di pensare e lo sostituisce con una mente nuova. Prende le nostre vecchie inclinazioni e le sostituisce con un cuore nuovo.

Prende i nostri vecchi corpi e li risuscita, affinché «ciò che è corruttibile si rivesta di incorruttibilità». La vecchia terra viene rinnovata e rivestita di gloria paradisiaca.

Sì, persino la morte — quella vittoria dell’entropia che rappresenta il massimo esaurimento dei nostri corpi fisici — viene trasformata dalla risurrezione, un dono che solo Cristo può offrire.

Cristo rende nuove tutte le cose

5 inviti per focalizzarsi sul Salvatore

Sappiamo cosa significa faticare in un mondo in cui l’entropia è all’opera, e proprio questa consapevolezza ci fa gioire del fatto che il dono del Signore ci innalza a una sfera diversa.

Il Suo dono ci sostiene ora e un giorno ci farà risorgere come nuove creature. Siamo completamente, totalmente dipendenti da Lui.

Non stupisce che re Beniamino ci ricordi che è Dio che «vi preserva di giorno in giorno, prestandovi l’alito perché possiate vivere e muovervi, ed agire secondo la vostra volontà, e anzi sostenendovi da un istante all’altro».

Il Signore dice: «Io sono la vite, voi siete i tralci. Chi dimora in me e io in lui porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla». Nulla, davvero. Non chiede scusa per questa affermazione. Senza di Lui, nulla è ciò che possiamo fare.

L’energia con cui oggi contrastiamo l’entropia e le nuove vite che avremo sono opera del Suo amore e della Sua espiazione. Se le cose si disgregano a causa dell’entropia, la Sua espiazione le ricompone di nuovo in unità.

La nostra impotenza davanti all’entropia dovrebbe accendere in noi una gratitudine gioiosa e infinita, per la forza vitale che è l’espiazione e la potenza di Cristo.

L’entropia e l’Espiazione: come Cristo rende nuove tutte le cose

Come ha osservato qualcuno: «La nostra speranza in Cristo non nega l’entropia. Guarda in faccia il decadimento, la morte e il disordine e dice:

“Lasciati a noi stessi, finisce male.”

E poi aggiunge:

“Ma non siamo lasciati a noi stessi.”

L’entropia dice:

“Niente dura.”

Cristo dice:

“Io sì.”

L’entropia dice:

“Tutto si consuma.”

Cristo dice:

“Io faccio nuove tutte le cose.”

La sorprendente precisione delle Scritture della Restaurazione

Joseph Smith ricevette la sezione 88 di Dottrina e Alleanze molto prima che l’entropia fosse scoperta o compresa, eppure essa spiega con sorprendente precisione dove l’entropia trova il suo limite.

Joseph Smith e il Mormonismo

Risponde a una domanda ancora più profonda:

«Che cosa sostiene l’ordine e perché qualcosa continua a esistere?»

La risposta è chiara: «E la luce che brilla e che vi dà luce, viene tramite colui che illumina i vostri occhi, che è la stessa luce che vivifica il vostro intelletto; Luce che emana dalla presenza di Dio per riempire l’immensità dello spazio;

La luce che è in tutte le cose, che dà vita a tutte le cose, che è la legge mediante la quale tutte le cose sono governate, sì, il potere di Dio che siede sul suo trono».

Possiamo anche vivere in un sistema in cui gli effetti dell’entropia ci sono fin troppo vicini, ma la creazione non è un sistema chiuso.

La vita, la luce, la speranza, l’energia e la potenza non nascono da sole. Ci vengono donate. Sono i doni di un’espiazione infinita e della luce che proviene dal seno di Dio per riempire l’intero universo.

Da Dio la luce fluisce in tutte le cose. La vita è sostenuta. La vita è rinnovata. La creazione è in continuo divenire. Anche la vostra restaurazione personale non è ancora completa, ma è gloriosamente in corso.

L’amore è abbastanza forte da tenere insieme l’universo — e da ricrearlo. Tutte le cose possono diventare nuove.

Questo articolo è stato pubblicato su https://latterdaysaintmag.com. Questo articolo è stato tradotto da Ginevra Palumbo.