Sarà successo anche a voi di essere travolti da un vortice di pensieri. Di solito la mente comincia a immaginare gli scenari più catastrofici, ad alimentare le nostre insicurezze o a fare delle supposizioni ingiuste sulle persone.

Quale che sia la situazione, non è mai una bella esperienza. 

Quando mio padre mi sorprende in uno di questi stati mentali, mi rammenta:

“Vane immaginazioni”

Cosa sono le vane immaginazioni?

Nella sua visione dell’albero della vita, Lehi vede un edificio ampio e spazioso pieno di persone,  sia uomini che donne, di tutte le età. Indossavano abiti di foggia bellissima e deridevano e puntavano il dito contro coloro che mangiavano il frutto dell’albero della vita. 

Nefi in seguito apprese che l’albero rappresentava le “vane immaginazioni e l’orgoglio dei figlioli degli uomini”, che Anziano Elder Kevin W. Pearson ha definito semplicemente come “distrazioni e inganni”. 

A mio avviso, le vane immaginazioni possono assumere molte forme. Possono essere delle idee o delle pratiche del mondo che, per quanto allettanti, sono false e potenzialmente dannose, sia fisicamente che spiritualmente.

Possono anche essere pensieri falsi e paure che corrono incontrollati nella nostra mente e distruggono la nostra pace. 

Indipendentemente dalla forma che assumono, è importante sapere che le vane immaginazioni sono appunto vane: inutili, immaginarie, senza riscontro nella realtà.

Pertanto, quando indugiamo in vane immaginazioni, stiamo dando il nostro tempo prezioso e la nostra attenzione a cose che sono false e potenzialmente dannose.

Come evitiamo le vane immaginazioni?

Nel sogno di Lehi, Laman e Lemuele rifiutano di mangiare il frutto, forse perché erano stati distratti da coloro che si trovavano nell’edificio ampio e spazioso.

In che modo il resto della famiglia evitò le distrazioni?

Nefi dice: “Noi non prestammo loro attenzione. Queste sono le parole di mio padre: Poiché, quanti prestarono loro attenzione, si sviarono.”

Non prestarono loro attenzione. Non diedero loro ascolto. La capacità di controllare i propri pensieri e indirizzare l’attenzione sono elementi che vengono ripetuti più volte nelle scritture e possono essere un fattore chiave per preservare il nostro benessere spirituale, così come quello mentale ed emotivo. 

Per esempio, in un sermone rivolto al suo popolo, Re Beniamino affronta l’importanza di questo tipo di autocontrollo. Dice: 

“Che se non controllate voi stessi, i vostri pensieri, le vostre parole e le vostre azioni, e non osservate i comandamenti di Dio e non continuate nella fede in ciò che avete udito riguardo alla venuta del nostro Signore, sì, sino alla fine della vostra vita, voi dovrete perire.”

Avete fatto caso che la prima cosa che dice è di controllare i nostri pensieri?

Il Presidente Russell M. Nelson ha insegnato che quello di controllare i propri pensieri è un compito che richiede sforzo. Ha ammonito:

“La nostra determinazione deve essere saldamente ancorata al Salvatore e al Suo vangelo. Cercare di guardare a Lui in ogni pensiero è mentalmente impegnativo. Quando lo facciamo, però, i nostri dubbi e le nostre paure svaniscono”.

Quando vi sentite sotto l’influenza delle vane immaginazioni che turbano la vostra pace, vi tentano o intimoriscono il vostro cuore, pregate e fissate i vostri pensieri su Gesù Cristo. Perché Cristo è la verità, e “la verità vi renderà liberi.”

Ecco una lista di scritture interessanti per approfondire l’argomento: 

Questo articolo è stato pubblicato su https://www.ldsliving.com. Questo articolo è stato tradotto da Ginevra Palumbo.