Come reagireste se trovaste un manufatto storico risalente all’epoca biblica ai giorni nostri? Lo so, sembra praticamente impossibile, vero? Eppure almeno 10 oggetti biblici sono arrivati fino a noi!
Sebbene questi oggetti abbiano migliaia di anni, molti di essi sono stati scoperti in tempi relativamente recenti e oggi ci permettono di comprendere meglio il mondo in cui vivevano i personaggi dell’Antico Testamento.
Dai cilindri d’argilla ai manoscritti ritrovati nelle grotte, ecco dieci scoperte archeologiche dei nostri tempi particolarmente interessanti per chi studia le Sacre Scritture.
1. Il cilindro di Ciro

Scoperto nel 1879 tra le rovine di Babilonia, si tratta di un cilindro di argilla con un’iscrizione del re persiano Ciro il Grande, risalente al periodo successivo alla conquista di Babilonia nel VI secolo a.C.
Perché è importante? Descrive la politica di Ciro di restaurare i santuari e consentire il ritorno dei popoli sfollati. Sebbene non menzioni esplicitamente gli ebrei o Gerusalemme, fornisce il contesto storico per il decreto che permise il ritorno degli ebrei esuli.
Questa scoperta chiarisce i versetti del libro di Esdra 1:1-3, che narrano dell’autorizzazione data da Ciro alla ricostruzione del tempio di Gerusalemme:
“Il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale fece un proclama in tutto il suo regno e lo mise anche per iscritto, dicendo: ‘Così dice Ciro, re di Persia: Il Signore, il Dio del cielo, mi ha dato tutti i regni della terra e mi ha incaricato di costruirgli una casa a Gerusalemme… Chiunque tra voi appartenga al suo popolo, Dio sia con lui, salga a Gerusalemme di Giuda e costruisca la casa del Signore, il Dio d’Israele’”.
Dove si trova? Al British Museum di Londra.
2. Il sentiero Tel Dan

Questa iscrizione su pietra, scoperta tra il 1993 e il 1994 nel nord di Israele, risale al IX secolo a.C. e riporta una vittoria militare attribuita a un re arameo.
Perché è importante? Contiene l’espressione “Casa di Davide “, considerata un riferimento extrabiblico molto importante alla dinastia di Re Davide. Costituisce una prova storica di quella casata reale, sebbene non dimostri, di per sé, tutti gli eventi attribuiti a Davide nella Bibbia.
Dove si trova? Nel Museo d’Israele, a Gerusalemme.
3. Il prisma di Sennacherib

Si tratta di un prisma di argilla con iscrizioni cuneiformi che documentano le campagne militari del re assiro Sennacherib, inclusa l’invasione di Giuda nel 701 a.C.
Perché è importante? Il monarca afferma di aver imprigionato il re Ezechia a Gerusalemme “come un uccello in gabbia”, ma non dichiara di aver conquistato la città. Questo è significativo se confrontato con il racconto biblico dell’assedio.
Questa scoperta archeologica conferisce significato ai capitoli 18 e 19 del Secondo libro dei Re, che narrano la campagna di Sennacherib contro Giuda e la minaccia a Gerusalemme.
Dove si può trovare? Esistono diversi prismi che contengono versioni di questi annali. Il prisma di Taylor è conservato al British Museum di Londra, e un altro esempio, noto come prisma dell’Oriental Institute, si trova presso l’Institute for the Study of Ancient Cultures dell’Università di Chicago.
4. Gli amuleti d’argento di Ketef Hinnom

Si tratta di due piccole lamine d’argento arrotolate, rinvenute in antiche tombe a Gerusalemme durante gli scavi effettuati tra il 1979 e il 1980.
Perché sono importanti? Le loro iscrizioni, generalmente datate tra la fine del VII e l’inizio del VI secolo a.C., contengono formule molto simili alla benedizione sacerdotale presente nel Libro dei Numeri. Costituiscono alcune delle più antiche testimonianze scritte conosciute di un passo biblico.
Dove si trovano? Nel Museo d’Israele, a Gerusalemme.
5. La stele di Merneptah

Si tratta di un monumento egizio scoperto nel 1896 che commemora le vittorie militari del faraone Merneptah, intorno al 1208 a.C.
Perché è importante? Contiene uno dei riferimenti extrabiblici più antichi e ampiamente accettati al popolo d’Israele, indicando che a quel tempo erano già riconosciuti come un gruppo distinto in Canaan. Non stabilisce, tuttavia, una data precisa per l’Esodo.
Dove si trova? Nel Museo Egizio del Cairo, in Egitto.
6. La stele della mesa o pietra moabita

Si tratta di un’iscrizione su basalto nero risalente al IX secolo a.C. in cui Mesha, re di Moab, narra i suoi conflitti con il regno di Israele.
Perché è importante? Il testo menziona il re Omri d’Israele e descrive il dominio israelita su Moab dal punto di vista di un sovrano nemico. Il suo racconto ci permette di confrontare due versioni antiche dei conflitti tra questi due popoli.
Dove si trova? Al Museo del Louvre, a Parigi.
7. La cronaca babilonese di Gerusalemme

Si tratta di una tavoletta d’argilla con scrittura cuneiforme che riporta eventi del regno di Nabucodonosor II, tra cui la conquista di Gerusalemme nel 597 a.C.
Perché è importante? Descrive la cattura di un re di Giuda e la nomina di un altro sovrano da parte di Babilonia. È uno dei documenti storici più rilevanti per lo studio della cattività babilonese.
Dove si trova? Al British Museum di Londra.
8. Il tunnel di Ezechia e l’iscrizione di Siloe

Si tratta di un antico tunnel scavato sotto Gerusalemme per convogliare l’acqua dalla sorgente di Gihon alla piscina di Siloe. Un’iscrizione rinvenuta al suo interno descrive l’incontro tra due squadre di operai che stavano scavando da estremità opposte.
Perché è importante? Ci permette di conoscere un’impresa ingegneristica straordinaria tradizionalmente legata al regno di Ezechia e alle difese di Gerusalemme contro gli Assiri.
“Ora, il resto delle gesta di Ezechia, tutta la sua potenza, come costruì la piscina e l’acquedotto e portò l’acqua nella città, non sono forse scritti nel libro delle cronache dei re di Giuda?”
Dove si trova? Il tunnel si trova ancora a Gerusalemme ed è visitabile. L’iscrizione originale di Siloe è conservata nei Musei Archeologici di Istanbul, in Turchia.
9. I rilievi di Laquis

Si tratta di grandi pannelli di pietra provenienti dal palazzo del re assiro Sennacherib a Ninive. Raffigurano l’assedio e la conquista di Lachish, un’importante città di Giuda, durante la campagna militare del 701 a.C.
Perché sono importanti? Raffigurano soldati, arieti, difensori della città e prigionieri. Le loro scene offrono una straordinaria rappresentazione visiva di una guerra menzionata nell’Antico Testamento (2 Cronache 32:9):
“Dopo di ciò, Sennacherib, re d’Assiria, mentre assediava Lachish con tutte le sue truppe, mandò i suoi servi a Gerusalemme, a Ezechia, re di Giuda, e a tutto il popolo di Giuda che si trovava a Gerusalemme”.
Dove si trovano? Al British Museum di Londra.
10. I Rotoli del Mar Morto

Si tratta di una collezione di antichi manoscritti scoperti a partire dal 1947 in grotte vicino a Qumran, sulle rive del Mar Morto. Comprendono testi biblici e altri scritti religiosi risalenti approssimativamente al III secolo a.C. e al I secolo d.C.
Perché sono importanti? Contengono alcune delle più antiche copie conosciute di libri dell’Antico Testamento. Tra questi, spicca il Grande Rotolo di Isaia, che ha conservato il libro quasi nella sua interezza e ha permesso di confrontarne il testo con manoscritti successivi.
Dove si trovano? I manoscritti sono distribuiti tra varie collezioni e istituzioni. Molti dei più importanti, tra cui il Grande Rotolo di Isaia, appartengono alla collezione del Santuario del Libro presso il Museo d’Israele a Gerusalemme.
10 oggetti biblici: cosaci offrono?

Queste scoperte, di per sé, non dimostrano tutte le affermazioni religiose della Bibbia, ma offrono preziose informazioni sui suoi personaggi, città, regni e testi antichi.
Per chi studia le Scritture, la conoscenza di questi oggetti permette una migliore comprensione del contesto storico di molte storie e ci ricorda che una parte importante della storia biblica può essere indagata anche attraverso l’archeologia.
Fonte: masfe.org
