Al termine di un’altra edificante Conferenza Generale, è sempre interessante discutere con familiari e amici su quale sia stato il tema cardine di queste otto ore di messaggi ispirati.
Ciò che ognuno di noi sente è probabilmente molto influenzato da ciò che porta dentro di sé e, proprio come per le Scritture, i messaggi principali possono variare da persona a persona o persino acquisire significati diversi quando li rileggiamo a qualche mese di distanza in circostanze di vita diverse.
Vorrei condividere un paio di temi che ho visto emergere con chiarezza.
Riconoscere le proprie domande e dubbi personali

Non molto tempo fa mi sono resa conto che quando un discorso è rivolto a chi ha “domande o dubbi”, tendo a ignorare il messaggio che segue. Pensavo tra me e me:
“Non c’è alcuna questione di dottrina o direttiva della Chiesa su cui io perda il sonno, quindi non ho domande o dubbi. Questa parte non fa per me”.
Solo di recente mi è passato per la testa che le domande che talvolta erigono i muri più alti tra noi e il Signore sono semplicemente le cose che non capiamo o non riusciamo ad accettare riguardo a ciò che sta accadendo nella nostra vita.
Le domande ci tormentano, domande come: Perché la maternità deve essere così difficile? Perché ho una malattia cronica che non si placa a prescindere da quanto io preghi?
Perché la mia attività sta fallendo? Perché il mio matrimonio sta andando a rotoli? Perché i miei sforzi non sono ricompensati da un maggiore successo? Perché la mia salute mentale è una tale lotta?
Perché non riesco ad avere figli? Perché non riesco a trovare qualcuno da sposare? Perché sono stato tradito quando non ho fatto nulla per meritarlo?
Perché i miei genitori stanno divorziando? Perché sto andando male a scuola? Perché la depressione è tornata? Perché i miei desideri giusti non vengono mai esauditi?
Forse non mettiamo in dubbio la dottrina, ma forse a volte ci allontaniamo dal Signore e mettiamo con cura da parte la domanda sul perché Egli non stia intervenendo nelle nostre circostanze dolorose, troppo amareggiati o diffidenti per interrogarlo ulteriormente.
Diventiamo persone con domande e dubbi senza nemmeno rendercene conto.
Trovare risposte e pace nelle avversità della vita

Mi sono approcciata a questa conferenza riflettendo su questo argomento e sperando di affrontare i divari della vita che mi stanno separando dalla pace che il Salvatore ha promesso più e più volte. E, manco a dirlo, ha iniziato a emergere un tema.
La sorella Tamara W. Runia, prima consigliera della Presidenza Generale delle Giovani Donne, ha affrontato direttamente questo tema quando ha detto:
«Come può il nostro amorevole Padre Celeste guardare mentre attraversiamo queste esperienze strazianti? Ho lottato con questo concetto, e forse lo avete fatto anche voi. E sebbene sappia che la vita terrena riguarda l’esperienza, perché sono così sorpresa ogni volta che la vivo?
Forse è perché sono cresciuta sentendo dire cose come:
“Se osservi i comandamenti, sarai benedetto. Paga la decima e le cateratte del cielo si apriranno. Osserva la Parola di Saggezza e avrai salute e protezione”. Promesse vere, giusto?
Quindi il Vangelo sembrava un grande ombrello che potevo tenere sopra la testa per impedire alla pioggia di cadere su di me. Ma ho imparato, dall’esperienza, che tutti noi ci bagneremo. E a volte saremo bagnati fradici!
Il Vangelo non è l’ombrello. È la solida roccia su cui ci ergiamo durante la tempesta, il sicuro “fondamento sul quale, se gli uomini vi edificano, non possono cadere”».
Il valore dello spazio sacro nelle sfide quotidiane

Anche l’anziano Kevin J. Hathaway dei Settanta ha affrontato questo punto dopo aver condiviso la terribile storia di un assurdo incidente di cantiere che ha coinvolto la sua famiglia e che ha distrutto le loro due auto mentre stavano per iniziare il loro servizio missionario. Ha detto:
«L’opposizione arriva a tutti, anche ai giusti. Può suscitare domande strazianti e profonde emozioni, come il grido di Joseph Smith dal carcere di Liberty: “O Dio, dove sei?” o il dolore e la paura provati dai giovani guerrieri di Helaman.
Tali domande ed emozioni non costituiscono un peccato o una debolezza; possono creare uno spazio sacro in cui l’arbitrio viene attivato e noi scegliamo se volgerci a Gesù Cristo».
Quel sacro spazio a cui si riferisce non è solo un banco di prova per come useremo il nostro arbitrio, ma un invito a una connessione più intima con il Salvatore, se saremo abbastanza vulnerabili da ammettere che siamo confusi o persino feriti profondamente da come stanno andando le cose per noi.
Aprire il cuore al Signore con vulnerabilità

Il potenziale di questa interazione divina non è diverso dalla storia condivisa dal presidente Timothy L. Farnes, presidente generale dei Giovani Uomini, quando ha raccontato di un giorno in cui si era scoraggiato per qualcosa che era accaduto durante una riunione di dirigenti della Chiesa.
Era così scoraggiato, infatti, da voler saltare la visita al tempio prevista per quella sera. Vi partecipò comunque di malavoglia e si imbatté nell’allora Anziano Dallin H. Oaks, che non aveva mai incontrato prima.
«Non avevo intenzione di parlare a un membro del Quorum dei Dodici Apostoli di quanto mi sentissi scoraggiato», ha detto il presidente Farnes, «quindi mi sforzai di sorridere e dissi: “Va tutto benissimo!”».
Temo che spesso facciamo altrettanto con il Signore. Le nostre preghiere diventano sempre più ripetitive, non solo perché non preghiamo con intento reale, ma perché non vogliamo mostrare al Signore quanto siamo scoraggiati.
Ma l’anziano Oaks insistette. Quando si incontrarono di nuovo più avanti, questo speciale testimone del Signore chiese:
«Fratello, dimmi come stai davvero».
«Qualcosa nella compassione della sua voce mi aiutò ad aprirmi. L’anziano Oaks ascoltò. Espresse sincera gratitudine, mi disse alcune parole di incoraggiamento e rispose persino alla mia domanda amministrativa.
Poi mi diede un grande abbraccio e in un istante passai dal volermi arrendere al sentire di poter dare tutta la mia anima al servizio del Signore».
Sebbene non possiamo sempre sentire la voce del Signore, anch’essa contiene compassione. Ed Egli attende con zelo di rispondere alle nostre domande o di concederci la pace per sopportare meglio l’incertezza momentanea.
L’amore incessante di Dio per ciascuno di noi
Come ha espresso il presidente Dallin H. Oaks:
«Egli cerca incessantemente ciascuno di voi con il Suo amore. Per questa sollecitudine e secondo le Sue parole, vi esorto a osservare i comandamenti e a essere fedeli alle alleanze che così tanti di voi hanno stretto per essere guidati lungo il cammino dell’alleanza».
Se vi fermate a considerare cosa significhi veramente avere qualcuno che vi ama in modo incessante, i fardelli sembrano già più leggeri.
Il potere generazionale e universale delle alleanze

Il potere santificante dello Spirito Santo è particolarmente legato alle alleanze, come il battesimo.
Le alleanze menzionate dal Presidente Oaks richiamano un altro tema che ho visto più e più volte in questa conferenza: quello del potere, che spesso lasciamo inutilizzato, delle nostre alleanze.
Particolarmente commovente è stato il discorso dell’anziano Jeremiah J. Morgan, su come sia cresciuto nella Chiesa Rifondata dei Santi degli Ultimi Giorni (ora nota come Comunità di Cristo).
Sebbene gli avesse dato una testimonianza fondamentale del Libro di Mormon, fin da giovane ha cercato un’ulteriore verità divina al di fuori della chiesa della sua famiglia e alla fine si è unito alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Un giorno ha chiesto ad alta voce a sua moglie come fosse possibile che qualcuno così giovane come lui fosse diventato così spiritualmente determinato a trovare la verità.
«So cos’era!», ha detto sua moglie, «Erano le alleanze!».
I suoi antenati avevano stretto alleanze nel tempio a Nauvoo e, in quel momento, gli è risuonato profondo e veritiero che le braccia della Divina Provvidenza si erano allungate verso di lui per riportarlo all’ovile proprio grazie a quelle alleanze.
«Le alleanze con Dio sono piene di un potere incalcolabile», ha detto l’anziano Morgan. «Non benedicono solo chi stringe l’alleanza, ma hanno un impatto generazionale.
Siamo tutti i beneficiari previsti di innumerevoli alleanze! Come il grande potere vincolante della gravità che si estende attraverso l’universo, le alleanze con Dio si estendono su tutto il tempo e tutto lo spazio».
Accedere alle promesse e alle credenziali spirituali
Come ha detto con semplicità l’anziano Dale G. Renlund:
«Possiamo fidarci del Signore, e in particolar modo delle Sue promesse. E queste promesse riguardano ciascuno di noi».
L’anziano David A. Bednar ha poi approfondito la portata di queste promesse dicendo:
«Le alleanze e le ordinanze del Vangelo restaurato del Salvatore sono vere e proprie credenziali spirituali, capaci di spalancare le finestre del cielo e di portarci verso opportunità di scopo, guida e forza divina».
Scopo, guida e forza divina sono doni a cui tutti noi aneliamo in misura maggiore. Molti di noi hanno già stretto le alleanze che li rendono possibili: non dobbiamo far altro che attingervi.
Focalizzare la nostra testimonianza sugli insegnamenti di Gesù Cristo

Questa conferenza è stata un arazzo magnificamente intessuto, composto da altri temi. Il presidente Dallin H. Oaks ne ha citati alcuni nelle sue parole conclusive quando ha detto:
«I messaggi di questa conferenza e lo Spirito del Signore hanno ispirato tutti noi a concentrare la nostra adorazione, orientare il nostro apprendimento e unire le nostre testimonianze sugli insegnamenti del Signore Gesù Cristo e sul piano di Suo Padre per la nostra crescita e la nostra gioia eterne.».
Sarebbe un esercizio interessante scrivere e riflettere su come potremmo, come ha detto lui, 1) concentrare il nostro culto, 2) focalizzare il nostro apprendimento e 3) unire le nostre testimonianze sugli insegnamenti del Signore Gesù Cristo.
La Conferenza Generale porta sempre molte opportunità al Signore per esortare e dirigere i nostri percorsi spirituali individuali. Questo potrebbe essere un ottimo punto da cui partire.
Quindi, ora tocca a te. Quali temi ricorrenti hai notato? Quali messaggi hai sentito più vicini?
Questo articolo è stato pubblicato su https://latterdaysaintmag.com e tradotto da Ginevra Palumbo.
