Il presidente Dallin H. Oaks, presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha tenuto un discorso nel quale ha sottolineato che la fede diversa non crea nemici.

Il discorso è stato tenuto il 16 settembre 2026 presso la Cattedrale Nazionale di Washington, in cui ha parlato di libertà religiosa, di convivenza tra persone di diverse fedi e dell’importanza di trovare un terreno comune per costruire una società pacifica.

Il messaggio faceva parte dell’evento “Fede, libertà e bene comune”, organizzato dalla Cattedrale Nazionale di Washington in collaborazione con il Wheatley Institute della Brigham Young University. Il programma si proponeva di riflettere sul rapporto tra fede religiosa e democrazia americana, proprio alla vigilia del Giorno della Costituzione degli Stati Uniti.

Prima che il presidente Oaks prendesse la parola, è stato presentato dal reverendo Randolph Marshall Hollerith, decano della Cattedrale Nazionale di Washington, che ha promosso spazi di dialogo all’interno della cattedrale, pensati per aiutare le persone ad ascoltarsi reciprocamente, trovare punti in comune e progredire insieme nonostante le differenze.

Nel suo discorso, il presidente Oaks ha incentrato gran parte del suo messaggio su una questione che assume particolare importanza nelle società in cui convivono persone con convinzioni diverse: come possiamo difendere ciò in cui crediamo pur vivendo in pace con coloro che la pensano diversamente?

Essere costruttori di pace: imparare a convivere con le differenze

Il presidente Oaks alla Cattedrale Nazionale di Washington, a Washington, D.C. Immagine: Screenshot dalla trasmissione sul canale YouTube della Cattedrale Nazionale di Washington.

Uno dei concetti centrali del discorso era quello di diventare costruttori di pace. Per il presidente Oaks, la pace non significa che dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo o che le differenze possano essere eliminate. Al contrario, richiede di imparare a conviverci e di trovare accordi che permettano a persone con convinzioni diverse di condividere la stessa società.

“Per necessità, siamo diventati operatori di pace, imparando a forgiare gli accordi necessari per vivere in pace con coloro con cui non siamo d’accordo.”

In tal senso, egli ha presentato la convivenza come una responsabilità che richiede la volontà di ascoltare, negoziare e comprendere le preoccupazioni altrui. La pace sociale non nasce semplicemente dalla scomparsa dei disaccordi, ma dal fatto che le persone imparino a gestirli senza trasformare in nemici coloro che la pensino diversamente.

Il presidente Oaks ha sottolineato che i disaccordi possono diventare un’opportunità di apprendimento. Invece di presumere che ogni differenza rappresenti una minaccia, ha incoraggiato ad ascoltare le esperienze e le preoccupazioni degli altri per comprendere meglio le loro posizioni.

“Essere operatori di pace significa trovare un terreno comune. Possiamo farlo tutti.”

La fede diversa non crea nemici e richiede rispetto per gli altri

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Immagine: Screenshot dalla trasmissione sul canale YouTube della Cattedrale Nazionale di Washington.

Uno dei punti salienti del discorso è stata la sua spiegazione dei limiti della libertà religiosa in una società pluralista.

Il presidente Oaks ha sottolineato che difendere la libertà religiosa non significa presumere che ogni persona possa praticare il proprio credo senza limiti e in qualsiasi circostanza. In una società in cui convivono persone di religioni diverse, così come persone che non professano alcuna religione, esistono situazioni in cui i diritti individuali devono essere bilanciati con altre responsabilità pubbliche.

“Coloro che difendono la libertà religiosa assoluta devono riconoscere che, in una nazione con cittadini di diverse fedi religiose o senza alcuna fede religiosa, il governo a volte deve limitare il diritto di alcune persone di agire in conformità con determinate convinzioni quando ciò è necessario per proteggere la salute, la sicurezza e il benessere di tutti.”

Questa dichiarazione era collegata a un altro appello del presidente Oaks: fare attenzione a non imporre le vostre convinzioni agli altri.

Sebbene il Primo Emendamento degli Stati Uniti tuteli l’esercizio della religione, ha spiegato, tale diritto fondamentale non dovrebbe essere inteso al di fuori dalle esigenze e dai diritti degli altri cittadini.

Il punto centrale non era quello di sminuire la libertà religiosa, bensì di dimostrare che la convivenza in una società pluralistica richiede di trovare un equilibrio tra le libertà individuali e il bene comune.

“Abbiamo imparato a raggiungere accordi”

Il presidente Oaks ha parlato anche dell’esperienza dei Santi degli Ultimi Giorni che vivono e partecipano in una società caratterizzata da diverse credenze e posizioni religiose.

In tale contesto, ha spiegato:

“I membri della Chiesa di Gesù Cristo hanno imparato a raggiungere accordi sulle politiche necessarie per ottenere la libertà e l’unità che ci permettono di vivere in pace con coloro che professano credenze religiose diverse dalle nostre. Allo stesso tempo, abbiamo preservato la libertà di cui abbiamo bisogno per continuare a praticare le nostre dottrine e pratiche più importanti.”

Quest’idea solleva un’importante distinzione tra cedere su dottrine fondamentali e trovare accordi su come persone diverse possano coesistere all’interno della stessa società.

Secondo il presidente Oaks, una persona può rimanere fermamente fedele alle proprie convinzioni religiose e, allo stesso tempo, riconoscere che gli altri cittadini hanno diritti, credenze e preoccupazioni legittime.

Questo equilibrio, ha spiegato, è parte integrante del vivere in una società libera.

La Costituzione e la libertà come parte della storia della Chiesa

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Il presidente Oaks alla Cattedrale Nazionale di Washington, a Washington, D.C. Immagine: Screenshot dalla trasmissione sul canale YouTube della Cattedrale Nazionale di Washington.

Il presidente Oaks ha inoltre parlato dell’importanza della Costituzione degli Stati Uniti per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

“Per la Chiesa di Gesù Cristo, la Costituzione degli Stati Uniti è molto importante. Abbiamo una rivelazione che la identifica come divinamente ispirata.”

La Chiesa insegna da decenni l’importanza della libertà religiosa e dei principi costituzionali. Lo stesso presidente Oaks ha parlato ampiamente di questi argomenti durante il suo ministero e, prima di essere chiamato come apostolo nel 1984, ha ricoperto la carica di giudice della Corte Suprema dello Utah ed è stato professore di diritto all’Università di Chicago.

La sua partecipazione alla Cattedrale Nazionale di Washington si è svolta proprio alla vigilia del Giorno della Costituzione, il che ha conferito un contesto particolare al suo discorso su libertà, diritti e responsabilità civica.

La pace richiede di smettere di vedere l’altro come un nemico

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Immagine: Screenshot dalla trasmissione sul canale YouTube della Cattedrale Nazionale di Washington.

Un altro messaggio emerso durante il discorso è stata la necessità di cambiare il modo in cui percepiamo coloro che si trovano dall’altra parte di un disaccordo. Il presidente Oaks ha dichiarato:

“Lungi dall’essere una debolezza, conciliare posizioni opposte attraverso un dialogo rispettoso è una virtù”

Anziché considerare il raggiungimento di un accordo come una sconfitta, egli ha sostenuto che la capacità di dialogare e trovare soluzioni condivise può essere espressione di forza.

Ha inoltre dichiarato:

“La vera pace si raggiunge quando smettiamo di considerare i nostri avversari come nemici e iniziamo a collaborare con loro.”

Questa idea si ricollega all’appello lanciato all’inizio di quest’anno dal presidente Oaks ai seguaci di Gesù Cristo affinché siano operatori di pace ed evitino le controversie nelle loro case, nelle loro comunità e nelle conversazioni pubbliche.

La “giustizia per tutti” inizia con la comprensione dell’altro

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Al discorso del Presidente Oaks è seguita una speciale esibizione musicale. Immagine: Screenshot dal canale YouTube della Cattedrale Nazionale di Washington.

In uno dei punti più significativi del suo discorso, il presidente Oaks ha spiegato che costruire una società basata sulla pace e sulla giustizia richiede innanzitutto di comprendere coloro che la pensano diversamente.

Le sue parole riassumevano gran parte del messaggio della serata:

“Le persone di buona volontà, che desiderano comprendersi e aiutarsi a vicenda, sono al centro di ciò che significa essere costruttori di pace. Lo stesso vale per il principio di “giustizia per tutti” e per il processo costituzionale volto al raggiungimento della libertà e dell’unità, per quanto difficile e lento possa essere.

Tutto inizia con una profonda comprensione dei bisogni, delle convinzioni e degli impegni di entrambe le parti. Da lì, è possibile cercare soluzioni che rispettino tali differenze e consentano di progredire verso la pace, la libertà e la giustizia per tutti.”

La proposta non è quella di eliminare le differenze, ma di imparare a conviverci in modo da preservare la dignità e i diritti di tutti.

In una società pluralista, ha spiegato, comprendere gli altri non richiede di abbandonare le proprie convinzioni. Piuttosto, ci permette di riconoscere ciò che è veramente essenziale per ciascuna parte e di cercare modi che rendano possibile la convivenza.

Un invito a guardare ai disaccordi da una prospettiva diversa

Il presidente Oaks ha inoltre auspicato un cambiamento nel modo in cui affrontiamo i conflitti.

“La fede diversa non crea nemici. Quando sorgono dei disaccordi, dobbiamo vederli come un’opportunità per ascoltare e imparare. Affrontando i conflitti in questo modo, raggiungeremo l’uguaglianza per tutti.”

Il messaggio assume particolare rilevanza nel contesto di un evento dedicato proprio ad esplorare come fede, libertà e bene comune possano coesistere.

La Cattedrale Nazionale di Washington promuove questo tipo di incontri nell’ambito della sua iniziativa “A Better Way (Un modo migliore)”, che mira a favorire il dialogo su come convivere, ascoltarsi a vicenda e relazionarsi in modo più rispettoso, pur nella diversità.

Dopo il discorso del presidente Oaks, il programma è proseguito con una tavola rotonda moderata da Jeffrey Rosen, presidente emerito del National Constitution Center, alla quale hanno partecipato la vescova Mariann Edgar Budde, Melody Barnes e il rabbino David Saperstein.

Un messaggio di libertà, fede e convivenza

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Il presidente Oaks alla Cattedrale Nazionale di Washington, a Washington, D.C. Immagine: Screenshot dalla trasmissione sul canale YouTube della Cattedrale Nazionale di Washington.

Nel suo discorso alla Cattedrale Nazionale di Washington, il presidente Dallin H. Oaks ha presentato la libertà religiosa non solo come il diritto di una persona di vivere secondo le proprie convinzioni, ma anche come un principio che deve coesistere con i diritti e le esigenze di coloro che la pensano diversamente.

Il suo messaggio ha sottolineato che una società libera ha bisogno di cittadini capaci di difendere le proprie convinzioni senza trasformare le divergenze in una guerra permanente.

Per i Santi degli Ultimi Giorni, la chiamata ha anche una dimensione spirituale: essere operatori di pace fa parte del seguire Gesù Cristo.

Come disse il presidente Oaks, le persone di buona volontà che desiderano comprendersi e aiutarsi a vicenda sono al centro di ciò che significa essere costruttori di pace. E questo impegno, sebbene possa essere difficile e lento, può aprire la strada alla libertà, all’unità, alla giustizia e alla pace.

La partecipazione del presidente Oaks alla Cattedrale Nazionale di Washington ha quindi trasformato una questione costituzionale e civica in un invito molto più personale: imparare a convivere con chi non la pensa come noi, pur difendendo ciò che consideriamo vero e prezioso.

Fonte: masfe.org