La Spagna si è consacrata campionessa del mondo per la seconda volta nella sua storia, sconfiggendo l’Argentina nella finale del Mondiale 2026 grazie a una rete di Ferrán Torres.

Tuttavia, al di là dell’impresa atletica, questo torneo sarà ricordato per la naturalezza con cui i suoi protagonisti hanno testimoniato la loro propria spiritualità, rendendo quella delle “Furie Rosse” una vera e propria squadra della fede.

Luis de la Fuente: la preghiera come atto di gratitudine

Il leader di questo gruppo, il commissario tecnico Luis de la Fuente, è stato il primo a rompere i tabù sulla religione nel calcio d’élite. Orgogliosamente cattolico, de la Fuente ha spiegato che la fede gli conferisce sicurezza e forza.

Il tecnico ha chiarito di pregare quotidianamente, non per ottenere successi sportivi — cosa che riterrebbe ingiusta nei confronti degli avversari — ma come esercizio di gratitudine per la vita. Per de la Fuente, la preghiera è un motore che porta pace, calma e fiducia nel lasciare tutto “nelle mani del Signore”.

Rodri e Ferrán Torres: il successo guidato da “Qualcuno lassù”

Il capitano Rodri Hernández, premiato con il Pallone d’Oro come miglior giocatore del Mondiale, ha ribadito quanto le sue convinzioni siano centrali nella sua vita. Dopo il fischio finale, visibilmente commosso, ha dichiarato:

«Sono molto cristiano e credo che ci sia sicuramente qualcuno lassù che mi aiuti».

Allo stesso modo, l’eroe della finale Ferrán Torres ha rivolto il suo pensiero a Dio subito dopo il gol decisivo. Nonostante le critiche ricevute durante il torneo, l’attaccante ha mantenuto la sua serenità interiore, dichiarando che “Dio da le cose a chi più se le merita”.

Durante tutta la competizione, Ferrán ha portato con sé una croce e un’immagine della Vergine, per lui simboli fondamentali di supporto e speranza.

La testimonianza dei giovani: Lamine Yamal e Nico Williams

Anche le nuove stelle della squadra della fede hanno mostrato gesti di profonda spiritualità che hanno fatto il giro del mondo:

  • Lamine Yamal si è inginocchiato sul prato per pregare immediatamente dopo la vittoria finale.
  • Nico Williams ha espresso la sua gratitudine sui social con il messaggio «God is great» (Dio è grande), rivelando come la preghiera lo abbia sostenuto anche durante il recupero da un recente infortunio.
  • Mikel Merino, autore di un gol cruciale nei turni precedenti, ha richiamato le tradizioni della sua terra citando la protezione di San Fermín.

La squadra della fede

Per i campioni del mondo del 2026, la fede non è stata un semplice amuleto scaramantico, ma un pilastro esistenziale.

Il successo della squadra della fede dimostra come sport di altissimo livello e spiritualità possano convivere senza complessi, trovando nell’umiltà e nella gratitudine la vera forza per raggiungere la vetta del mondo.