“E in quel medesimo anno vennero molti profeti, profetizzando al popolo che dovevano pentirsi, o la grande città di Gerusalemme doveva essere distrutta”. 1 Nefi 1:4
I presupposti
Nefi dichiarò che, nel tempo in cui visse a Gerusalemme, “vennero molti profeti, profetizzando al popolo che dovevano pentirsi, o la grande città di Gerusalemme doveva essere distrutta” (1 Nefi 1:4).
Un profeta è un uomo chiamato da Dio per essere il Suo messaggero sulla Terra. Similmente a figure bibliche quali Mosé, Isaia e gli apostoli del Nuovo Testamento, crediamo che Dio chiami dei profeti viventi per guidare l’umanità attraverso la rivelazione ancora oggi.
Questi dirigenti, principalmente il Presidente della Chiesa e i membri del Quorum dei Dodici Apostoli, sono considerati profeti, veggenti e rivelatori.
Essi ricevono la guida divina, insegnano il vangelo, amministrano gli affari della Chiesa e servono come testimoni speciali di Gesù Cristo in tutto il mondo. L’Anziano Bruce R. McConkie ha insegnato:
“I Profeti sono semplicemente membri della vera Chiesa che hanno una testimonianza della veridicità e della divinità dell’opera. Costoro sono i santi di Dio che hanno compreso mediante il potere dello Spirito Santo che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente.”
Tuttavia, nel settimo e sesto secolo a.C., vi erano nove profeti, secondo la Bibbia, un numero notevolmente alto. Inoltre, questi due passaggi citano altri profeti di cui non si conoscono i nomi:
“L’Eterno vi ha pure mandato tutti i suoi servitori, i profeti; ve li ha mandati continuamente fin dal mattino, ma voi non avete obbedito, né avete porto l’orecchio per ascoltare” (Geremia 25:4).
“E l’Eterno, l’Iddio dei loro padri, mandò loro a più riprese degli ammonimenti, per mezzo dei suoi messaggeri poiché voleva risparmiare il suo popolo e la sua propria dimora: ma quelli si beffarono dei messaggeri di Dio, sprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti, finché l’ira dell’Eterno contro il suo popolo arrivò al punto che non ci fu più rimedio” (2 Cronache 36:15-16).
I racconti biblici
Proprio come disse Nefi, questi profeti avvertirono il popolo dell’imminente distruzione che si sarebbe abbattuta su Gerusalemme se non si fossero pentiti. Uno studioso, citando numerosi esempi, ha spiegato:
“I messaggi profetici di giudizio e distruzione risultavano in realtà ampiamente diffusi tra i cosiddetti profeti classici di Israele, noti per la loro attività durante quel periodo storico.”
In questo periodo furono attivi nove profeti biblici:
- Sofonia — circa 640–609 a.C.
- Naum — circa 630–605 a.C.
- Geremia — circa 626–580 a.C.
- Abacuc — circa 622–605 a.C. (oppure, secondo un’altra stima, 609–598 a.C.)
- Culda — circa 621 a.C.
- Uria — circa 609 a.C.
- Daniele — circa 606–539 a.C.
- Ezechiele — circa 594–574 a.C.
- Abdia — circa 585–555 a.C.
Molti profeti
L’intensificarsi dell’attività profetica, cui fa riferimento Nefi, coincide con l’incoronazione di re Sedechia (1 Nefi 1:4), il che risulta coerente con il contesto dell’antico Israele.
Uno studio ha rilevato che Michea, Isaia, Ezechiele, Amos e Geremia esercitarono la loro attività profetica in concomitanza con l’incoronazione di nuovi sovrani, giungendo alla conclusione che «le profezie rivestivano un ruolo significativo» nel contesto delle cerimonie d’incoronazione.
Lo stesso studio ha messo in evidenza che “alcune circostanze quali tumulti nel paese…molto spesso acceleravono l’attività profetica nel mondo antico”.
Le difficoltà affrontate dal regno di Giuda, stretto tra l’espansione di un Egitto sempre più potente da un lato e la minaccia imminente della distruzione di Gerusalemme da parte di Babilonia dall’altro, contribuirono a rendere quel periodo uno dei più travagliati della sua storia.
Considerando tali circostanze, unitamente all’incoronazione del re Sedechia, non sorprende che in quel tempo si registrasse la presenza di “molti profeti” nel paese.
Anche le divisioni tra Laman e Lemuele e Nefi risultano molto più sensate nel contesto di molti profeti, sia veri che falsi.
Uno studio attento del contesto storico delle pagine d’apertura del Libro di Mormon, il cui scopo era quello di datare in modo preciso gli eventi del libro, ha rilevato che:
“L’esilio di Ieconia e l’intronizzazione di Sedechia da parte di Nabucodonosor suscitarono inevitabilmente interrogativi circa il momento in cui l’esilio sarebbe terminato e se, o quando, Ieconia sarebbe mai ritornato. Opinioni profetiche divergenti si sarebbero trovate fin da subito in aperto contrasto.”
Un esempio di tali conflitti è documentato dal profeta Geremia durante il regno di Sedechia, quando egli e Anania presentarono profezie contrastanti di fronte a un’assemblea a Gerusalemme (vedere Geremia 27–28).
Secondo questo studio, tale episodio rappresenta il momento “in cui il conflitto profetico raggiunse il suo culmine.”
Alla luce di ciò, non sorprende che si sia verificata una divisione tra Laman e Lemuele — i quali adottarono la posizione di Anania, secondo cui Gerusalemme sarebbe stata risparmiata — e Nefi e Lehi, che invece, come Geremia, predicavano la distruzione della città.
Il perché
Il fatto che Dio abbia suscitato “molti profeti” ai tempi di Lehi offre un insegnamento di grande rilevanza per l’epoca contemporanea.
Così come Dio chiamò numerosi profeti nel periodo di Lehi, Egli ha oggi innalzato molti profeti — il Quorum dei Dodici e la Prima Presidenza — per guidarci nel nostro tempo. Questi profeti ci aiutano a orientare la nostra vita durante fasi di caos e di transizione, proprio come fecero in passato.
I profeti dell’epoca di Lehi predicavano la necessità del pentimento per evitare la distruzione; allo stesso modo, i profeti moderni esortano al ravvedimento e avvertono delle conseguenze derivanti dal non farlo.
Le calamità che colpirono il popolo di Giuda, a causa della loro sordità alla voce dei profeti, costituiscono un monito sull’importanza di ascoltare i profeti anche oggi.
Infine, i falsi profeti del tempo di Lehi, che provocarono divisioni tra il popolo, richiamano alla mente le false voci del nostro tempo. Questi individui cercano di diffondere disinformazione, generando fazioni e fratture all’interno della società.
Il Presidente M. Russell Ballard ci ha ammoniti:
“Perciò stiamo in guardia contro i falsi profeti e i falsi insegnanti, sia uomini che donne, che si dicono araldi delle dottrine della Chiesa e che cercano di diffondere il loro falso vangelo e di attirare seguaci patrocinando simposi, libri e diari il cui contenuto contesta le dottrine fondamentali della Chiesa.
Guardatevi da coloro che parlano e scrivono opponendosi ai veri profeti di Dio e che svolgono attivamente opera di proselitismo con ignobile disprezzo per il bene eterno di coloro che essi seducono.
Come Nehor e Korihor nel Libro di Mormon, essi confidano sui sofismi per ingannare e convertire altre persone al loro punto di vista. ‘Si pongono a luce del mondo, per poter ottenere guadagno e le lodi dal mondo; ma non cercano il benessere di Sion’”
Oggi, sappiamo chi sono i profeti chiamati da Dio per guidare il Suo popolo. I membri della Prima Presidenza e il Quorum dei Dodici Apostoli, quindici uomini chiamati per guidare la Sua Chiesa.
Questi uomini sono detentori del sacerdozio e posseggono tutte le chiavi necessarie per governare la Chiesa. Tuttavia, “solo il Presidente della Chiesa ha il diritto di esercitare tutte le chiavi”.
Egli ha la responsabilità di delegare tali chiavi ad altri dirigenti, di modo che, entro la sfera della loro chiamata, possano servire nella Chiesa di Gesù Cristo.
Questo articolo è stato tradotto da Ginevra Palumbo.