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Il libro di Abrahamo è un testo considerato sacro dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Allo stesso tempo, rappresenta uno degli scritti più discussi e controversi all’interno della stessa comunità religiosa.

In questo articolo esploriamo le sue origini, le principali teorie sulla sua traduzione e il complesso rapporto tra i papiri egizi originali e il contenuto del libro.

Come Joseph Smith traduceva i testi antichi

Il processo di traduzione adottato da Joseph Smith non seguiva uno schema unico e costante. A seconda delle circostanze, poteva servirsi di strumenti come l’Urim e Thummim, di una pietra del veggente, oppure affidarsi a un processo di rivelazione spirituale.

In alcuni casi, la semplice consultazione di un testo antico sembrava dare avvio a ulteriori rivelazioni. Un esempio significativo è Dottrina e Alleanze 7, che Joseph attribuiva a un antico scritto di Giovanni, pur non avendolo mai posseduto materialmente.

Per questo motivo, non conosciamo con certezza quale metodo specifico sia stato utilizzato per produrre il libro di Abrahamo.

I Papiri Egizi e il Grande Incendio di Chicago

Sappiamo che Joseph Smith acquistò alcuni papiri egizi antichi, che riteneva contenessero gli scritti di Abrahamo. Purtroppo, la maggior parte di questi documenti originali andò distrutta nel Grande Incendio di Chicago del 1871.

Negli anni Sessanta del Novecento furono ritrovati alcuni frammenti superstiti, tra cui l’illustrazione oggi nota come Facsimile 1, inclusa nel libro di Abrahamo.

Il Conflitto tra il Testo dei Papiri e il Contenuto del Libro

Sia egittologi membri della Chiesa sia studiosi esterni concordano su un punto: i papiri superstiti non contengono il testo che oggi leggiamo nel libro di Abrahamo.

Si tratta, piuttosto, di testi funerari, come il Documento del Respiro fatto da Iside (noto anche come Libro dei Respiri) e parti del Libro dei Morti, appartenenti a un uomo di nome Hor.

Da qui nasce la domanda centrale: quale relazione intercorre tra i papiri e il contenuto del libro canonico?

Tre Teorie Principali sulla Traduzione del Libro di Abrahamo

L’egittologo John Gee ha proposto tre ipotesi fondamentali per spiegare la genesi del libro di Abrahamo:

1. Traduzione diretta dai frammenti superstiti

Questa teoria è sostenuta soprattutto da critici della Chiesa. Secondo tale prospettiva, Joseph Smith avrebbe tradotto direttamente dai frammenti oggi in nostro possesso.

Poiché però questi frammenti non contengono nulla di riconducibile al testo canonico, questa posizione porterebbe a concludere che Joseph non fosse un vero profeta.

Vi sono tuttavia alcune criticità: le testimonianze oculari dell’epoca riferiscono che il libro di Abrahamo fu tradotto da un lungo rotolo di papiro, mentre i frammenti attuali risultavano già incorniciati nel 1837.

Di conseguenza, secondo tali testimoni, i frammenti superstiti non possono essere stati la fonte originale.

2. Traduzione da un rotolo oggi perduto

Questa teoria è coerente con le testimonianze storiche, secondo cui esisteva un lungo rotolo contenente scritti più estesi.

Non potendo però esaminare quel materiale, l’ipotesi resta non verificabile. Inoltre, rimane aperta la questione se il Facsimile 1 appartenesse effettivamente a quel rotolo.

3. Traduzione per rivelazione indipendente

Secondo questa interpretazione, Joseph Smith avrebbe ricevuto il testo del libro di Abrahamo esclusivamente per rivelazione divina, mentre i papiri avrebbero svolto il ruolo di semplice catalizzatore spirituale.

Sebbene esistano precedenti simili nelle altre opere di Joseph, questa ipotesi implica che egli possa essersi sbagliato nel ritenere fisicamente autentici i papiri come scritti di Abrahamo.

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Il Caso del Facsimile 1: Qual è il suo Legame con il Libro di Abrahamo?

Uno degli elementi più discussi è il Facsimile 1, un’illustrazione rinvenuta tra i frammenti superstiti dei papiri acquistati da Joseph Smith.

È naturale chiedersi: se possediamo ancora questa immagine, non dovrebbe esistere una corrispondenza diretta tra il testo circostante e il contenuto del libro di Abrahamo?

Numerosi studiosi di egittologia hanno tuttavia evidenziato che, nei documenti egizi antichi, non vi è sempre una relazione lineare e coerente tra testo e immagini.

Al contrario, questo tipo di disallineamento era piuttosto comune, soprattutto nei periodi più tardi della storia egizia.

Il professor Henk Milde, egittologo dell’Università di Amsterdam, elenca diversi fattori che complicano l’associazione tra testo e vignetta nei papiri:

“Esistono frequenti discrepanze spaziali tra il testo e le illustrazioni. In molti casi si osservano combinazioni errate, trasferimenti o omissioni di elementi grafici, modifiche apportate successivamente alle immagini, e perfino contaminazioni di elementi provenienti da diverse scene. Tutti questi fattori rendono difficile stabilire una relazione precisa tra le due parti.”

In modo analogo, Malcolm Mosher, specialista nei testi religiosi del Periodo Tardo, osserva:

“A partire dalla XXI dinastia, si riscontrano spesso disallineamenti tra testo e vignette. In alcuni casi, il testo può precedere l’immagine o viceversa, e questo schema si accentua nel Periodo Tardo.”

Anche lo studioso Marc Coenen afferma:

“La relazione tra le immagini e i testi nei papiri religiosi non è diretta. Le vignette non sono necessariamente create per illustrare i contenuti adiacenti.”

Infine, Marc Étienne, curatore capo del dipartimento di antichità del Museo del Louvre, sottolinea:

“Le vignette nei papiri funerari spesso mostrano solo un legame molto distante, se non del tutto assente, con il testo che le accompagna.”

Queste osservazioni trovano conferma anche nell’analisi diretta del papiro di Hor, da cui proviene il Facsimile 1. Lo stesso scriba realizzò un Libro dei Morti per Hor, e oltre la metà delle illustrazioni non risulta coerente con il testo circostante.

Inoltre, non esiste alcun altro caso noto in cui la scena rappresentata nel Facsimile 1 sia accompagnata da un testo del Libro dei Respiri.

Pertanto, anche se il Facsimile 1 proviene da un papiro autentico, non vi sono prove che il testo adiacente ne spieghi il significato o sia collegato al contenuto del libro di Abrahamo.

Cosa Conclude Questo Studio?

La realtà è che nessuna delle tre teorie può essere dimostrata con assoluta certezza allo stato attuale delle conoscenze. Ogni ipotesi presenta punti di forza e zone d’ombra, e i membri della Chiesa possono legittimamente aderire a una, a più di una o a nessuna di esse.

Il Libro di Abrahamo, Domande Future: Facsimili e Storicitá

Molti si interrogano su come interpretare i Facsimili presenti nel libro di Abrahamo. Si tratta di una questione articolata, che merita un approfondimento dedicato.

Altri si chiedono quale sia la storicità complessiva del testo. Anche questo tema sarà oggetto di un futuro articolo.

In ogni caso, il libro di Abrahamo rimane un testo affascinante e complesso, capace di mettere alla prova la nostra concezione di rivelazione, storia e interpretazione.

Qualunque sia la vostra posizione, comprendere il contesto e le sfide legate alla sua traduzione può ampliare e arricchire la vostra prospettiva, sia spirituale sia intellettuale.

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