Nel capitolo 7 del libro di Mosè leggiamo uno degli episodi più straordinari delle Scritture: il racconto della città di Sion, un popolo talmente retto da non poter più essere trattenuto sulla terra. La loro rettitudine fu tale che Dio li traslò alla Sua presenza.
Oggi, ai membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni viene rivolto lo stesso invito: edificare Sion. Ma cosa significa davvero edificare Sion nei nostri giorni? E in che modo Enoc e il suo popolo riuscirono a raggiungere un simile livello di santità?

L’edificazione della città di Sion ai tempi di Enoc

la città di Enoc
Fonte: wikia.com

Dopo aver ricevuto la sua chiamata profetica, Enoc iniziò a predicare con potenza. Le Scritture ci raccontano che molti giusti risposero al suo messaggio, si unirono a lui e divennero un unico popolo.

Enoc continuò a istruirli e a “battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che porta testimonianza del Padre e del Figlio”. Questo popolo, fondato sulle alleanze, non fu esente dalle prove. “I loro nemici vennero a combattere contro di loro”, ma nessuna nazione riuscì a prevalere sul popolo di Dio.

In Mosè 7:17-19  leggiamo: 

Il timore del Signore era su tutte le nazioni, tanto grande era la gloria del Signore che era sul Suo popolo. E il Signore benedisse il paese, ed essi furono benedetti sulle montagne e sulle alture, e fiorirono.

E il Signore chiamò il suo popolo Sion, perché erano di un solo cuore e di una sola mente, e dimoravano in rettitudine; e non vi erano poveri fra essi.

Ed Enoc continuò a predicare in rettitudine al popolo di Dio. E avvenne, ai suoi giorni, che egli fondò una città che fu chiamata Città di Santità, cioè Sion.

La Sion di Enoc non fu soltanto una città, ma una comunità di alleanza, edificata sulla rettitudine personale e collettiva. Dio la pose “sulle montagne e sulle alture” per proteggerla e farla prosperare.

Il termine “Sion” è stato interpretato in diversi modi dagli studiosi. Alcuni ne individuano l’origine nel verbo ebraico nasa, “sollevare”, o in ṣiyyôn, “fortezza”, oppure in ṣiyya, “deserto”. Altri fanno risalire il termine a una radice semitica più antica, ṣwn (arabo ṣâna), che significa “proteggere”, “preservare”, “difendere”.

Tutte queste definizioni trovano armonia nel racconto di Mosè 7. Dio separò il Suo popolo retto dai malvagi per preservarlo, lo elevò spiritualmente e fisicamente, e lo fece fiorire. Edificare Sion, fin dall’inizio, significò proteggere un popolo puro in un mondo corrotto.

Sion: la pura di cuore

Ecco come diventare “uno” con la mente ed il cuore di Dio

In Dottrina e Alleanze 97:21 il Signore definisce Sion come “la pura di cuore”. Questo ci insegna che Sion è, prima di tutto, una condizione spirituale.

Il professor Hugh Nibley ha spiegato:

“Cosa rende Sion tale? Dio ci ha dato la definizione perfetta: Sion è la pura di cuore – la pura di cuore, non solo la pura in apparenza.

Non è una società o una religione di forme e osservanze […] è strettamente una condizione del cuore.

[…] è una società, una comunità, un ambiente in cui nessuna cosa impura può entrare.”

Edificare Sion in questo senso può sembrare impossibile nel mondo moderno. Eppure, mai come oggi vi è bisogno di comunità fondate sulla purezza, sulla rettitudine e sull’amore cristiano.

Il profeta Joseph Smith dichiarò:

“Il nostro massimo obiettivo è l’edificazione di Sion… Presto verrà il tempo in cui nessuno troverà pace se non in Sion e nei suoi pali.”

Queste parole risuonano con forza nel nostro tempo. Il mondo ha bisogno di rifugi spirituali, di luoghi e relazioni in cui regnino pace e sicurezza.

Il modello nefita: 3 principi chiave

i tre nefiti
Gesù coi 12 di Jorge Cocco

Un esempio concreto di cosa significhi edificare Sion ci viene offerto dal popolo nefita dopo la visita del Salvatore:

E avvenne che non vi erano affatto contese nel paese, a motivo dell’amor di Dio che dimorava nei cuori del popolo.

[…] e certamente non poteva esservi un popolo più felice […]

Non vi erano […] Lamaniti, né alcuna sorta di -iti; ma erano come uno solo.
(4 Nefi 1:15–18)

Tre principi emergono chiaramente: 1) assenza di contesa, 2) presenza dell’amore di Dio e 3) unità totale. Dove c’è contesa, Dio non può dimorare. Dove c’è l’amore di Dio, la contesa svanisce.

I Nefiti avevano conosciuto l’amore di Cristo in modo personale e concreto. Questo li portò naturalmente a vivere in rettitudine, a superare divisioni e discriminazioni, e a riconoscere il valore eterno di ogni individuo.

Edificare Sion oggi significa seguire questo stesso modello.

Il popolo di Sion, un popolo di alleanza

edificare Sion
Il tempio di Roma

Il popolo di Enoc fu istruito, battezzato e santificato mediante lo Spirito Santo. Era un popolo che aveva stretto alleanze con Dio e le aveva osservate fedelmente.

Le alleanze sono centrali nell’edificare Sion. Attraverso il battesimo promettiamo di seguire Cristo. Ricevendo il dono dello Spirito Santo veniamo guidati quotidianamente. Nei templi riceviamo potere dall’alto per affrontare le prove della vita e prepararci alla vita eterna.

Infine, la Sion di Enoc fu caratterizzata dall’osservanza della legge della consacrazione. “Non vi erano poveri fra essi” (Mosè 7:18). Sebbene oggi non viviamo ancora pienamente questa legge, sappiamo che essa dovrà essere ristabilita prima della Seconda Venuta del Salvatore.
Solo allora la Nuova Gerusalemme potrà ricongiungersi alla Sion di Enoc.

 Per concludere, il presidente George Q. Cannon ha detto:

“Come popolo stiamo aspettando il giorno in cui Gesù scenderà sulle nuvole del cielo; ma prima che questo giorno arrivi dobbiamo essere preparati a riceverlo.

L’organizzazione della società che esiste nei cieli deve esistere sulla terra; la stessa condizione di società, per quanto applicabile agli esseri mortali, deve esistere qui.

Il popolo di Enoch visse l’ultima, suprema legge della consacrazione – insieme a tutte le altre leggi del regno celeste – a tal punto che alla fine fu ricevuto alla presenza di Dio.”

Leggi anche: Il libro di Enoc: cosa sappiamo e come lo sappiamo

Edificare Sion oggi

edificare Sion oggi

Oggi il Signore continua a chiederci di edificare Sion, ma non necessariamente attraverso la fondazione di una città fisica.

Quando la Chiesa costruisce un tempio, questo viene spesso posto in posizione elevata. È un simbolo potente: salire al tempio rappresenta l’elevazione spirituale richiesta per entrare in un luogo santo. Allo stesso modo, edificare Sion oggi significa elevarci interiormente.

Nelle Scritture, il termine Sion assume molteplici significati. Può indicare un monte vicino a Gerusalemme, la città stessa, una futura Nuova Gerusalemme, oppure il popolo di Dio. Agli inizi della Restaurazione, ai primi Santi fu chiesto di edificare una Sion fisica, che avrebbe un giorno dovuto ricongiungersi con la Sion di Enoc. Le persecuzioni impedirono la realizzazione immediata di questo progetto, ma sappiamo che negli ultimi giorni una città chiamata Sion sorgerà nella Contea di Jackson, nel Missouri.

Tuttavia, oggi Sion può essere edificata ovunque: nelle nostre famiglie, nei rami e nelle comunità. Non servono strumenti materiali, ma fede, obbedienza e un cuore disposto.

È significativo che Dio chiamò Sion prima il popolo e solo successivamente la città. “Sion” fu il nome di coloro che erano “di un solo cuore e di una sola mente”. La santità del popolo precedette la santità del luogo.

Il presidente George Q. Cannon insegnò:

“L’organizzazione della società che esiste nei cieli deve esistere sulla terra…”

Abbiamo ancora molta strada da percorrere. Tuttavia, quando comprendiamo che edificare Sion significa trasformare il cuore, vivere le alleanze e costruire comunità fondate sull’amore di Cristo, possiamo iniziare subito.

Con poco.
Con ciò che abbiamo.
Proprio dove ci troviamo.

 

chatta con noiE voi, in che modo vi state sforzando di edificare Sion?